Home Serie tv Nessuno si salva da solo: Euphoria (1a stagione)

Nessuno si salva da solo: Euphoria (1a stagione)

Dopo i successi di Skins e 13 Reasons why, è a da poco uscita (su Sky) una nuova serie, targata HBO incentrata sul mondo dei teenager che si appresta ad avere un grande successo.
Stiamo parlando di Euphoria, che vede come protagonista la giovane e tossicodipendente Rue, magistralmente interpretata da Zendaya (la MJ di Spider-Man) ed altri adolescenti che frequentano il liceo insieme a lei.

Le vicende della serie ruotano attorno al complesso universo di questi ragazzi, nelle loro vite, nelle loro gioie (poche) e nei lodo dolori (tanti).
Abuso di alchool, farmaci, droghe, violenze, pedopornografia, omosessualità, violenze.
Gli spunti di riflessione di certo non mancano nella prima stagione diretta da Sam Levinson.

Jules (Hunter Schafer) e Rue (Zendaya)

Il tema centrale è ovviamente quello della dipendenza, che non è però limitata al classico mondo di droghe ed alchool come tutti noi possiamo aspettarci.
Lo spettro è molto più ampio, perchè di dipendenze, ce ne sono molte, e non meno gravi di quelle che abbiamo già anticipato.
La dipendenza da chi può salvarci la vita, la dipendenza da certi comportamenti, la dipendenza dai social (di cui nelle varie puntate si fa largo uso), la dipendenza dalle voci di corridoio, dal giudizio altrui.
La classica periferia americana non troppo distante dalla metropoli ma nemmeno troppo vicina, con i classici personaggi adolescenziali che abbiamo già incontrato in altre serie per teenager che però non sa assolutamente di già visto.

Il tanto bello quanto stronzo (e non solo) Nate (Jacob Elordi)

Euphoria prende il peggio che c’è in ognuno dei personaggi, specialmente in quelli che sembrano non avere scheletri nell’armadio, e ce lo sbatte in faccia scuotendoci emotivamente e mentalmente, dicendoci le cose come stanno, anche se la quasi totalità dei personaggi tenta di nascondere il tutto, mentre forse solo Rue, quella che all’inizio sembra essere la più problematica, risulta invece essere la più schietta e sincera (voi ora dovreste odiarmi).
I giovani sono i veri protagonisti ma le loro paure, le loro insicurezze, i loro problemi, ci fanno ancora più riflettere sul quanto sia importante, specialmente per i giovani di oggi, avere una solida famiglia alle spalle.

Ritmo serrato, una grandissima colonna sonora, inquadrature completamente in linea con le anime e le teste sballate dei vari protagonisti e del contesto in generale.
Lunghi piano sequenza sui vari personaggi che risultano essere la spina dorsale delle varie puntate, con le loro storie al limite della disperazione, ma dal quale si può sempre uscire.
Ma non da soli, sempre con l’aiuto di qualcuno.
Ma anche questo crea dipendenza.
E anche questa dipendenza, a lungo andare, non è positiva.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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