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Song to Song: vivere di canzone in canzone

Song to Song
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Song to Song è l’ultimo, controverso, film di Terrence Malick, uscito nelle sale italiane il 10 maggio 2017. Faye (Rooney Mara) giunge ad Austin, in Texas, nella speranza di diventare una famosa cantautrice ma i suoi desideri si scontrano rapidamente con la realtà: mentre è innamorata di BV (Ryan Gosling) – un sognatore incapace di restare legato a qualcuno – frequenta, con l’intento di ottenere dei favori, Cook (Michael Fassbender), un cinico produttore che non mantiene mai la parola data. Il titolo è certamente fuorviante in quanto né BV né Faye suoneranno mai su un palco, né tanto meno si metteranno a cantare per interrompere la storia in stile Fred Astaire o come avrebbe fatto, per fare riferimenti più recenti, lo stesso Gosling in La La Land.

Song to Song non è un musical e non aspira a esserlo. Un film pacato, dalle battute ridotte al minimo e con una trama semplice che concede però allo spettatore l’occasione di riflettere sui temi che mette in tavola, cui si aggiunge la spettacolare fotografia di Emmanuel Lubezki. Mozzafiato, inoltre, i movimenti di macchina, spesso indiscreti, altre volte intrusivi nelle vite dei personaggi; fish-eyes, grandangoli e le voci fuori campo che esprimono i pensieri dei personaggi sono funzionali a far immergere lo spettatore nella vicenda.

Qualunque esperienza è meglio di nessuna esperienza: ecco la filosofia di vita della protagonista all’inizio del film, peraltro condivisa dal produttore Cook. Così Faye inizierà la sua avventura alla ricerca di nuove sensazioni. Ma da questa idea non è immune nemmeno la delicata cameriera Rhonda (Natalie Portman), la quale tenterà infine una via di fuga da quell’esistenza che non solo non la rendeva felice, ma pure la allontanava da quello che un tempo era stata e che avrebbe voluto essere: pura, incontaminata, essere amata e perdonata.

Song to Song
Rooney Mara e Ryan Gosling

Perdono, misericordia: temi che intersecano anche la vita di Faye; realtà di cui la donna non pensava aver bisogno. E invece, probabilmente, ne aveva bisogno più di tutti gli altri. Anche la compassione compare come tema portante del film in quanto l’amore si realizza pienamente solo in essa; ecco che Faye comprende come il soffrire insieme, il condividere emozioni e sentimenti sia ciò che offre un senso all’esistenza. Rhonda, al contrario dell’aspirante cantautrice, non riesce invece a trovare il vero amore e rimane incastrata nelle maglie di una relazione superficiale, che nulla aggiunge al suo essere e che anzi toglie ciò che di buono c’era: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. […] Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché Tu sei con me. Il Salmo 22 riecheggia, insieme a molti altri riferimenti al cristianesimo, all’interno di una delle scene più toccanti di Song to Song e segna la conclusione della parabola di questo delicato personaggio.

Pensavamo solo di poterci rotolare là in mezzo, vivere di canzone in canzone, di bacio in bacio. Ecco la grande illusione di Faye e BV, i quali desideravano per sé solo una vita semplice; eppure, per ironia della sorte, si sono ritrovati contro il potere e l’egoismo del ricco Cook e di un mondo, quello della musica, che non lascia spazio per i sogni dei più umili. Nel finale dolce-amaro Malick concede una speranza ai due giovani e allo spettatore. Forse non sempre si può sfondare nella musica restandone puliti ma nella vita, almeno in quella, sì. Si può (si dovrebbe?) cercare una via di redenzione, una possibilità di riscatto in un mondo cinico e chiuso dove pochi sbocchi sono lasciati ai sogni e all’essere se stessi.

Articolo a cura di: Noemi Taborelli

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