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La Llorona – Le lacrime del male

A vedere il film del regista esordiente Michael Chaves non è solo la sua protagonista, la Llorona a piangere, ma purtroppo, come spesso capita con gli horror che passano nelle nostre sale, a piangere siamo anche noi.

La Llorona infatti è l’ennesima pellicola che grida all’incasso facile, che punta molto (e troppo) sugli ormai scontati jumpscares e che, come al solito, non ci regala, in tema horror, nulla di nuovo.
Lo schema narrativo è un classico oramai.
Siamo negli anni 70′, dove una giovane madre, Anna (Linda Cardellini), si barcamena tra lavoro e famiglia anche a causa della prematura dipartita del marito, ex poliziotto.
Anna è un’assistente sociale, ed un giorno si occupa di un caso a lei già noto, quello di un’altra madre rimasta sola con i figli che sembra avere qualche problemino.
Ma quello che sembrava un delicato caso di abuso domestico la porta invece a fare conoscenza con la Llorona, uno spirito maligno che tormenterà lei e i suoi due figli.

Linda Cardellini è Anna Tate-Garcia

Siamo sempre davanti alla solita storia di un demone che perseguita una povera famiglia insomma in questo nuovo horror che grazie alla presenza di un personaggio, ovvero padre Perez (il Tony Amendola già apparso in Annabelle) va ad inserirsi nell’universo The Conjuring, aumentandone però solo il numero di film e non certo la qualità.
Un prodotto già visto e rivisto, che ci regala troppi jumpscares, un personaggio, quello della Llorona che è una versione laica di The Nun (un vestito da sposa invece dell’abito talare) e che non ci lascia alcuna empatia verso nessuno dei personaggi presenti nella storia.
Unica lieve differenza, la presenza questa volta non di un prete ad aiutare la sventurata famiglia di turno, ma una via di mezzo tra un sacerdote e uno stregone, il curadero (un ex-prete) Rafael (Raymond Cruz), che con i vari strumenti del caso (amuleti, croci, polveri e chi pià ne ha più ne metta) aiuterà Anna e i suoi piccoli contro il demone.

La “piagnona”

Demone che si accanisce contro i bambini a causa della sua storia.
La Llorona infatti era una donna sposata e con due figli che una volta saputo del tradimento del marito si accanisce contro i suoi piccoli in un raptus di vendetta contro il marito, e da allora piange la loro morte desiderosa di rubare ad altri i pargoli per riavere indietro i suoi due bambini.

Ma tutto questo non basta a fare de la Llorona un film da ricordare e da apprezzare.
La Llorona piange, e noi, fan dell’horror (ma quello fatto bene), purtroppo, piangiamo (ancora) con lei.

VOTI FINALI
voto:
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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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