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Super 8- 80’s Nostalgia

Ohio, estate del  1979. Un gruppo di ragazzini con la passione del cinema sta lavorando ad un film amatoriale zombie,  grazie ad una videocamera super 8. Durante le riprese di una scena notturna si trovano ad essere testimoni involontari di terribile un incidente ferroviario dal quale “qualcosa” fugge.  Da quel momento  tutto  nella zona circostante prende una strana piega, strane sparizioni e misteriosi eventi cominciano ad avere luogo nella città. Sarà solo l’inizio per loro di un’avventura terrificante e straordinaria allo stesso tempo.

Il cinema generazionale prima dei vari Twilight e co. aveva un ben preciso nome e cognome: Steven Spielberg che, per oltre trent’anni come regista e come produttore con la sua “casa dei sogni” la Amblin, ha raccontato storie fantastiche capaci di stupire ed emozionare il pubblico di ogni età, lasciandolo a bocca aperta come succede ad un bambino quando gli si racconta una fiaba. J.J Abrams, regista classe 1966 (quindi allevato a pane e cinema spielberghiano) è sicuramente uno di quei ragazzini, nel frattempo cresciuto e diventato uno dei suoi più naturali eredi. Al cinema di Spielberg e ai primi film della Amblin è infatti esplicitamente ispirato Super 8.

Abrams  alla sua terza opera cinematografica, realizza la sua opera più complicata omaggiando dalla prima all’ultima inquadratura i suoi idoli della New Hollywood ma allo stesso tempo contamina il film di elementi personali. Così le atmosfere fiabesche e magiche di spielberghiana memoria lasciano il posto a queste, più cupe, disincantate e misteriose, alieni buoni e pacifici sono sostituiti da mostri visti come metafore della paura.

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Da Stand by Me ai Goonies, dai Goonies a E.T, c’è un po’ di ognuno di questi film in Super 8: bande di ragazzini in bicicletta, cittadine della provincia americana, rapporto problematico tra genitori e figli, la perdita dell’innocenza di quest’ultimi… Ma soprattutto l’Amicizia, con la “A” maiuscola, l’amicizia pura e genuina come solo quella dei ragazzini può essere. Un valore che molte volte nel tempo si perde:  “Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù! Ma chi li ha?” diceva Richard Dreyfuss nella scena finale del bellissimo Stand by Me.

Tuttavia il fedele citazionismo non basta a rivivere totalmente la favola: la magia è irripetibile, lo dice il termine stesso della parola. Manca di quell’ingrediente segreto che solo Spielberg conosceva. Va però riconosciuto incredibile merito ad Abrams che in un mondo, cinematograficamente parlando, farcito da saghe su saghe dove le emozioni e le idee hanno lasciato posto agli effetti digitali, è riuscito nuovamente ad emozionarci a farci rivivere anche se solo in parte questa magia. Dopo tutto parliamoci chiaro: il cinema è roba per bambini.

 

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Chief editor e Co-fondatore

Cresciuto a massicce dosi di cinema, fin da giovane età veniva costretto dal padre a maratone e maratone di Spaghetti-Western. Leggenda narra che la prima frase di senso compiuto che uscì dalla sua bocca fu: “Ehi, Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima……” Con il passare del tempo si è evoluto a quello che è oggi: un cinefilo onnivoro appassionato di cinema in ogni sua forma che sia d’intrattenimento, d’autore o l’indie più estremo. Conteso da “Empire”, “The Hollywood Reporter”, “Rolling Stone”, ha scelto Jamovie perché, semplicemente, il migliore tra tutti.