Home Rubriche Outsider La silenziosa ancella della morte: Miele (2013)

La silenziosa ancella della morte: Miele (2013)

Irene è una trentenne che somministra a malati terminali il Lamputal, una sostanza del mondo veterinario che però in giuste dosi può essere letale anche per gli esseri umani. La ragazza non mostra nessun problema nell’accompagnare nell’aldilà queste persone, valutate da lei stessa prima di decidere il suo intervento.

Intervento che le richiede anche l’ingegnere Grimaldi, che sembrerebbe essere un altro malato ormai senza speranze.
Ma che invece è solo stanco di vivere.
Questo getterà in lei dapprima rabbia per essere stata ingannata dal finto malato.
Successivamente però la conoscenza ed il legame che s’instaurerà tra questi due personaggi porterà Irene a porsi delle domande sul suo lavoro, sulla sua vita, e sulle scelte fatte fino ad allora.
Forte ma allo stesso tempo discreto l’esordio alla regia di Valeria Golino.
La tematica affrontata è molto potente, quella dell’eutanasia, ma la Golino la tratta e la espone con i guanti di velluto.
Fa un film intriso di morte ma non fa vedere la morte, le scene dell’ “atto finale” sono crude si, ma mostrate con delicatezza e non direttamente dal volto delle vittime.

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Jasmine Trinca e Carlo Cecchi

Nonostante la drammaticità dell’evento viene fuori in tutta la sua interezza, senza poi prendere una posizione a favore o contro questa tematica.
Irene ha una vita fuori dal lavoro attiva ed intensa, forse per non lasciarsi prendere da questo enorme velo di tristezza. Fa sesso con il suo uomo appena può vederlo e corre, fa sport, quasi fino allo stremo, sempre ascoltando musica a tutto volume,  sempre in viaggio, in treno o in aereo,per rimanere a galla, nonostante un “lavoro” che di appagante forse ha ben poco.
Nel film “L’angelo della morte” ha il volto di Jasmine Trinca, ottima nella sua interpretazione.
Vincitore di 3 Nastri d’argento il film ha ricevuto anche la “Menzione speciale della giuria Ecumenica” al Festival di Cannes 2013.

 

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Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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