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Il doppio come possibilità di redenzione: Another Earth (2011)

Cosa fareste se un giorno sapeste che il Pianeta Terra ha un gemello? Si, chiamato semplicemente Terra 2. Un’altra terra, un altro pianeta. Come spieghereste tutto questo? Il regista Mike Chaill al Sundance Festival del 2011 lo ha spiegato con un semplice concetto: un’altra possibilità.


Il nuovo pianeta Terra come una nuova possibilità. Quella che viene concessa ai due protagonisti della nostra storia, Rhoda e John.
Due sconosciuti, che si incontrano o meglio si “scontrano” (letteralmente) nel giorno in cui il pianeta gemello della Terra viene scoperto.
Le loro vite da quello “scontro” cambiano, in maniera drastica. Il cambiamento porta la fine di un tipo vita per entrambi, ma allo stesso tempo regala un nuovo possibile inizio.

Le loro vite si incroceranno, più o meno consapevolmente, impareranno a conoscersi, come la nostra Terra imparerà a conoscere “Terra 2”.

Terra 2. Praticamente un copia/incolla di Terra 1

Terra 2 diventa così una nuova possibilità.
O forse solo quel mondo e quelle persone che ognuno di noi vorrebbe essere, ma non è.
Il tema del doppio è predominante nel film di Chaill, che ci ricorda per molti aspetti altri film famosi che hanno utilizzato questo tema ed altri elementi della pellicola.
Il pianeta doppio ci ricorda tanto “Melancholia”, l’incidente iniziale ci riporta alla mente film come “Final Destination”, “11.14: Destino Fatale” e “The Descent”.
Another earth ci riporta anche alla mente “Sliding doors”, anche se non punta sul “cosa sarebbe successo se”, ma più sul quello che è stato, e che non può e non potrà mai cambiare, ma al massimo ritornare.

La bravissima Brit Marling

Si perchè forse “Terra 2” non è una nuova opportunità.
Ma solo una proiezione di ciò che noi vorremmo della nostra vita e delle persone che ci circondano, ma che sono solo fantasie che mai si realizzeranno.
Chaill realizza un film molto riflessivo.
Una pellicola che gioca molto sui simbolismi, sui silenzi, sulla grande interpretazione di Brit Marling che è anche co-sceneggiatrice del film.
Il suo volto parla da solo.
I suoi occhi, i suoi silenzi, parlano e ci raccontano la sua catarsi personale nella pellicola di Chaill.

Uno dei tanti gioielli che vengono fuori dal Sundance.
Da vedere.

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Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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