Home recensioni fantascienza The Zero Theorem

The Zero Theorem

zero theorem

Senza fretta, arriva nelle sale italiane the Zero Theorem, la fine della trilogia distopica del caro Gilliam

The Zero Theorem è l’ultimo di Gilliam, e di nuovo ambientato in un futuro distopico visto dagli occhi di Leth, squinternato mago del computer dipendente della classica mega-corp dai vari sentori dittatoriali che vive in un monastero sconsacrato, parla di sè in prima persona plurale e desidera ardententemente lavorare a casa, perchè aspetta, letteralmente, la telefonata della vita, quella che dovrebbe attribuirgli un senso.

Se non si fosse capito, non scrivo col solito amore di un film che è sì di Gilliam, ma sa tanto di già sentito (non dico di visto: su tale livello resta geniale e capace di stimolare il cervello come sempre). Il vero difetto sta forse nel poco approfondimento dei personaggi, ed è un peccato; oltre a un Waltz come sempre impagabile, Melanie Thierry vi farà tornare credenti ogni volta che comparirà su schermo.

Quello che accumuna di più TZT alle altre due pellicole della ‘trilogia distopica’ è quella malinconia che lascia alla fine, pur avendo l’ironia che mai manca di Gilliam, e disponendo di un finale leggermente più ottimista dei precendenti ( se accettare il proprio stato è la cosa più vicina a un happy ending ).

Da menzionare la versione di Creep di Souza, davvero mistica

 

VOTI FINALI
voto
Articolo precedenteUn’estate di terrore: gli horror in sala a Luglio e Agosto
Articolo successivoSaw 8 in produzione
Dr.Gabe
Direttore e Fondatore

Il lavoro e la vecchiaia incombono, ma da quando ho memoria mi spacco di film di fantascienza, dove viaggio di testa fino a perdermi, e salto in piedi sul divano per dei tizi che si menano o sparano alla gente come fossero birilli. Addolorato dalla piaga del PG­13, non ho più i nervi per gli horror: quelli li lascio al collega, io sono il vostro uomo per scifi, azione e film di pistolotti metacinema/mental/cose di finali tripli.