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The Rip – Soldi sporchi

Matt Damon e Ben Affleck sono due veterani della narcotici, legati da anni di lavoro sul campo e da una fiducia apparentemente granitica, che dopo una retata di routine si imbattono in una cassaforte colma di milioni di dollari non dichiarati. Da quel momento la trama abbandona la struttura del semplice crime procedurale, diventando un noir cupo e claustrofobico. Il regista Joe Carnahan (Smokin’ Aces, il suo film più riuscito) orchestra la tensione preferendo l’accumulo psicologico all’esplosione spettacolare e lasciando che siano dubbi e ambiguità a farla da padrone.

Lo stile visivo guarda con evidente ammirazione al cinema urbano di Michael Mann: le strade illuminate da insegne al neon, i locali semivuoti, in pieno stile Heat, Miami Vice e Collateral. Una regia nervosa ma meno ipercinetica rispetto ad altri suoi lavori predilige movimenti controllati e improvvise fiammate di violenza, inserite in un tessuto narrativo dominato dalla paranoia.

Damon incarna un poliziotto stanco, lucido e progressivamente eroso dal peso delle scelte, mentre Affleck gli fa da contraltare con un personaggio più impulsivo, segnato da fragilità personali che rendono il richiamo del denaro quasi inevitabile. La loro chimica, già rodata altrove, diventa qui il perno emotivo del film, anche se spiccano anche le interpretazioni di Steven Yeun, Teyana Taylor, Catalina Sandino Moreno, Sasha Calle e Kyle Chandler.

Tematicamente The Rip riflette sull’avidità come forza centrifuga, sulla lealtà messa alla prova e sulla sottile linea che separa l’applicazione della legge dal suo tradimento, suggerendo che il confine tra guardie e ladri non è mai così netto quando entrano in scena cifre capaci di cambiare una vita. Un neo-noir solido, cupo e controllato, perfetto per gli amanti del genere.