La storia ruota attorno a Gustav Borg, un regista norvegese di una certa fama, interpretato da Stellan Skarsgård ,che, dopo la morte dell’ex-moglie, ritorna a Oslo e cerca di rientrare nelle vite delle sue due figlie adulte, Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas). Gustav tenta di riconciliarsi proponendo a Nora il ruolo principale nel suo nuovo film, ispirato alla tragica figura della loro nonna (morta suicida dopo torture subite durante la guerra). Nora rifiuta, e il ruolo finisce nella mani di una star americana (Elle Fanning), riaprendo antichi rancori.
Joachim Trier è un regista colto e delicato. Ha raggiunto la notorietà grazie a film come Thelma (2017) e La persona peggiore del mondo (2021). Quest’ultimo ha inoltre il merito di aver fatto conoscere al mondo Renate Reinsve, che con Sentimental Value si conferma tra le più talentuose attrici del momento. La sua Nora (ovvio rimando a Casa di bambola di Ibsen) è tutta nervature fisiche e contrazioni impercettibili: un ritratto nervoso, vibrante, in perenne oscillazione tra crollo e controllo.
Con una messa in scena sobria e controllata, fatta di tempi dilatati, silenzi eloquenti e sguardi che valgono più dei dialoghi, Joachim Trier e il suo storico collaboratore Eskil Vogt costruiscono un racconto che va ben oltre il semplice conflitto tra un padre e una figlia.
Il film è piuttosto un’indagine sulla difficoltà di comunicare, sul peso delle eredità emotive e sulla possibilità di rinegoziare il proprio posto all’interno di una famiglia.
Sentimental Value si fa apprezzare inoltre per la sua forte valenza metacinematografica. Non potrebbe essere diversamente, visto che la trama ruota attorno alla preparazione di un film. A ciò si unisce la percepibile influenza degli autori che hanno maggiormente ispirato il regista norvegese: Dreyer, Bresson, Bergman e, per estensione, Woody Allen.
Cinema da camera (o forse sarebbe meglio dire da casa) e tanti primi piani.
C’è infine da sottolineare la scena in cui il personaggio di Skarsgård regala al nipotino alcuni DVD, tra cui “La pianista” di Haneke, aggiungendo: «Imparerai molto delle donne e della relazione materna».Tra l’altro Trier ha lavorato proprio con Isabelle Huppert nel film Segreti di famiglia del 2015.







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