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Sangue in campagna: Alta tensione – (2004)

I cuori sanguineranno”

 

Alex e Marie sono due carissime amiche. Decidono di trasferirsi in campagna da Marie, per studiare e preparare più in tranquillità un esame universitario, lontane dal trambusto e dal caos della città, dalle feste e dai divertimenti di ogni sorta. Si, potrebbe essere una bella idea il binomio campagna/studio tranquillo, potrebbe esserlo, se non sei nello script di un film horror, perchè allora quello diventa il posto meno indicato e che meno va a braccetto con la parola tranquillità. Che inizialmente c’è, anzi, è così tanta e forse troppa che per ravvivare la situazione Anna pensa di giocare un po’ a letto con la sua “patatina”. Ma dal nulla, e casualmente di sera, si presenta in casa un ospite diciamo inatteso, ed allora è li che comincia la sagra del sangue, il festival della violenza, di cui la famiglia di Marie diventa la sfortunata protagonista. Già, la famiglia di Marie, perchè il simpatico ospite, sembra proprio non accorgersi di lei durante la mattanza, con Anna, che diventa suo malgrado un’impaurita spettatrice, almeno inizialmente, perchè poi troverà un originale maniera di entrare in scena.
Il film del 2003 di Alexandre Aja non ha molto da spiegare : trama e sceneggiatura forse pensata e programmata nell’arco di un tempo di una partita di calcio, pochi personaggi, trama ridotta all’osso, e sangue, violenza, questi ultimi due elementi in quantità industriali e gratuite.

02 Alta tensione

Con dialoghi ridotti all’essenziale e background dei personaggi praticamente inesistente, si può discutere sul fatto della gratuità delle scene di violenza, sul fatto che siano solo fini a se stesse, ma in un film horror signori, non si deve certo raccontare del pic nic domenicale di un’allegra famiglia.
Ma Aja è abile nel far si che durante lo svolgimento del film la tensione del “ciò che sta per accadere” vinca sulle molte scene slasher presenti nel lungometraggio, il tutto non è un semplice torture porn come potremmo essere portati a pensare ma più un macabro gioco di sopravvivenza, con colpo di scena incluso, forse un po’ scontato.
Non sarà nel gradino più alto della produzione horror francese degli ultimi tempi (che almeno per il sottoscritto è una gran bella produzione al momento), ma sicuramente “Alta tensione” si lascia guardare e scorre molto velocemente nonostante il ritmo della narrazione non sia (e giustamente per ciò che Aja vuole suscitare nello spettatore) dei più veloci.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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