Prima di Buffalo Bill, prima di Norman Bates, prima di Leatherface, c’era lui, Ed Gein.
La terza stagione di Monster, con Ryan Murphy alla regia, mette sotto i riflettori la figura del celebre Macellaio di Plainfield, un uomo la cui storia ha influenzato alcuni dei personaggi più inquietanti del cinema horror.
Ad interpretare Ed Gein troviamo Charlie Hunnam, ex protagonista di Sons of Anarchy, che passa dalle scorribande dei SAMCROW nell’immaginaria Charming a una cittadina reale e disturbante, tra cervi scuoiati, cadaveri e ossessioni di ogni tipo.
Un ritratto della follia e del dolore
La stagione, composta da otto episodi, esplora le sfumature più oscure della mente di Gein: il suo controverso attaccamento alla madre Augusta, fanatica religiosa che per anni ha dominato la famiglia; le difficoltà nei rapporti con il sesso e con le persone; le ossessioni e le frustrazioni che lo hanno lentamente consumato. La perdita della madre segna la discesa definitiva nella follia, e la serie racconta questo viaggio con delicatezza e realismo psicologico.
Charlie Hunnam: un’interpretazione da manuale
Ciò che colpisce maggiormente è la performance di Charlie Hunnam. Ogni gesto, sguardo e movimento traduce con precisione il turbamento interiore di Gein: la sua lotta tra libertà e l’anelito a compiacere la figura materna, il suo conflitto tra desiderio e morale. Hunnam riesce a rendere il personaggio al contempo inquietante e tragico, conferendo profondità a una figura storicamente controversa.
Stile e contaminazioni: il tocco di Ryan Murphy
Ryan Murphy arricchisce la narrazione con musiche sempre azzeccate, spezzoni che richiamano i personaggi cinematografici ispirati da Gein e riferimenti a figure reali come Ilse Koch, la famigerata Bestia di Buchenwald. Questi elementi possono dividere lo spettatore, ma aggiungono contesto e intensità alla storia, sottolineando il legame tra realtà e immaginazione nel mondo dell’horror.
Dopo aver esplorato le storie di Dahmer e dei fratelli Menendez, Monster torna con una stagione intensa e disturbante, un viaggio tra sangue, orrori e mente contorta. La storia di Ed Gein è al contempo terrificante e tragica: un uomo che sognava solo una vita tranquilla con sua madre, la migliore amica di un bambino, nelle parole di Norman Bates.









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