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Marty Supreme, Kevin O’Leary: “Con l’IA al posto delle comparse Hollywood risparmierebbe milioni”

Kevin O’Leary, conosciuto nelle vesti di imprenditore e conduttore del programma Shark Tank, ha debuttato come attore in Marty Supreme, l’ultimo film di Josh Safdie con protagonista Timothée Chalamet.

Intervistato nel podcast World of Travel, O’Leary si è soffermato sui propri investimenti nel campo dell’IA, usando proprio Marty Supreme come esempio per parlare del potenziale impiego di questa specifica tecnologia nel cinema.
“Quasi ogni scena aveva fino a 150 comparse. Queste persone devono restare sveglie per 18 ore, completamente vestite, pur non essendo davvero nel film, ma necessarie sullo sfondo. E costa milioni di dollari” ha spiegato O’Leary.

“Perché non mettere agenti IA al loro posto? Non sono gli attori principali, servono solo visivamente nella storia. Potresti risparmiare milioni, così si potrebbero produrre più film. Lo stesso regista, invece di spendere 90 milioni, avrebbe potuto spenderne 35 e farne due” ha concluso l’imprenditore.

Nel corso dell’intervista, Kevin O’Leary ha avallato anche la scelta di affidare ruoli a Tilly Norwood, attrice creata tramite l’intelligenza artificiale e argomento di accesi dibattiti a Hollywood, che ha generato la protesta ufficiale del sindacato SAG-AFTRA.

“È al 100% un’intelligenza artificiale. Non esiste, ma è una grande attrice. Può avere qualsiasi età si voglia. Non deve mangiare, quindi lavora 24 ore su 24. Il sindacato sta impazzendo” ha aggiunto. O’Leary è convinto: “Direi che, per amore dell’arte, bisognerebbe consentire l’uso dell’IA in certi casi. Le comparse ne sono un ottimo esempio, perché non si nota la differenza. Basta mettere lì 100 Tilly Norwood e il gioco è fatto”.

Marty Supreme, con protagonisti Timothée Chalamet e Gwyneth Paltrow, è diventato il film più costoso nella storia di A24, con un budget superiore ai 60 milioni di dollari.

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Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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