Al Sundance Film Festival Guillermo del Toro è tornato simbolicamente alle origini. Il cineasta messicano è stato infatti ospite della rassegna per presentare una nuova versione restaurata di Cronos, il suo film d’esordio del 1992, riproposto al pubblico in un’edizione rimasterizzata che ha riacceso l’attenzione su uno dei titoli fondativi della sua poetica gotica.
La presenza a Park City, però, non è stata soltanto un omaggio al passato. Del Toro è arrivato al festival circondato dall’attenzione riservata ai protagonisti della stagione dei premi: il suo Frankenstein, prodotto da Netflix e distribuito anche in sala, sta infatti proseguendo il proprio percorso nelle competizioni internazionali con una pioggia di candidature. Il film concorre, tra le altre categorie, per miglior film, miglior attore non protagonista con Jacob Elordi, sceneggiatura originale firmata dallo stesso regista a partire dal romanzo di Mary Shelley, oltre a riconoscimenti tecnici come scenografia, fotografia, costumi, trucco e acconciature, suono e colonna sonora, composta da Alexandre Desplat.
E mentre il tour promozionale e la corsa ai premi non accennano a fermarsi, Del Toro ha lasciato intendere che il progetto non è ancora concluso nemmeno sul piano artistico. Durante l’incontro con il pubblico ha rivelato di stare lavorando a una versione estesa del film, una Director’s Cut molto attesa dai fan.







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