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X-Men: Apocalisse

Siamo nel 1983 e il Mondo è ancora in debito con Charles Xavier e Raven per aver salvato il Presidente degli Stati Uniti. Magneto si è fatto una vita in Polonia, lavora in fabbrica e ha costruito una famiglia. Nel frattempo in Egitto viene risvegliato Apocalisse, il primo mutante della storia, intenzionato ad annientare l’esistenza insieme ai suoi quattro cavalieri.

Al sesto film, dopo ben sedici anni dal primo episodio, non si placa l’interesse su questa saga di supereroi di profondità e bellezza uniche nel genere, soprattutto in questo periodo dove vengono partoriti superhero movies senza identità e carattere. Qui almeno si preoccupano a parlare un po’, tra un botto e l’altro.

Questo “X-Men: Apocalisse” è una perfetta congiunzione tra il ciclo più vecchio e quello nuovo. Più azione e fumettoso -fatemi passare questo termine- rispetto ai precedenti episodi, ma non manca la profondità e i messaggi. Si parla su cosa voglia dire essere gruppo, essere uniti.

Rose Byrne, Nicholas Hoult, Lucas Till e Jennifer Lawrence
Rose Byrne, Nicholas Hoult, Lucas Till e Jennifer Lawrence

Bello vedere la fama acquisita dai personaggi dopo gli eventi successi nel bellissimo “X-Men: Giorni di un futuro passato“: Magneto temibile criminale moderno Dottor Frankenstein negli occhi della comunità in cui lavora, mentre Raven diventata eroina e icona di donna forte dagli altri mutanti. Questi continui riferimenti alla vita quotidiana e a eventi storici realmente esistiti ci continuano a far sentire questa saga non tanto così lontana da noi.

Il film non è esente, però, da difetti: dopo una parte ben solida e convincente, la seconda è un po’ più discontinua prima dell’epicissimo gran finale che ti fa desiderare una seconda visione.  Spesso i personaggi sono bidimensionali, come Psylocke interpretata da una perfetta Olivia Munn: recita tre battute, spara pose da donna con gli attributi da copertina e poco altro. Ed è un peccato perché l’attrice è veramente brava. Anche gli altri cavalieri dell’Apocalisse non hanno sorte migliore (per Tempesta spero sia semplicemente un’introduzione al prossimo film), fatta eccezione di Erik Lehnsherr/Magneto interpretato da un immenso Michael Fassbender, numero uno assoluto del film. Meravigliosamente intenso, emozionante nelle scene più commoventi dell’intera saga.

Un intensissimo Michael Fassbender
Un intensissimo Michael Fassbender

James McAvoy e Jennifer Lawrence vivono alla grande il loro personaggio ed Evan Peters è un irresistibile Quicksilver in una delle scene più simpatiche e cult dell’intero ciclo di film. Bello vederlo più presente rispetto il precedente episodio! Ottime le scelte delle new entry: da Tye Sheridan (Ciclope) ad Alexandra Shipp (Tempesta)che in poche scene non ci fa sentire la mancanza di Halle Berry. Da non trascurare anche il giovane Kodi Smit-McPhee, perfetto Nightcrawler. L’unica che a tratti fa storcere un pò il naso è Sophie Turner (Jean Grey) che si sveglia nel secondo tempo dopo un inizio tiepido e poco convincente. Pensava di stare ancora ne “Il Trono di Spade“?

Oscar Isaac è quasi irriconoscibile nei panni di Apocalisse. Lodevole la scelta di truccarlo senza usare CGI! Il suo villain funziona perfettamente e cattura dal primo secondo all’ultimo, specialmente nei primi piani.

Jennifer Lawrence e Oscar Isaac
Jennifer Lawrence e Oscar Isaac

Bryan Singer sa come dirigere gli attori e valorizzarli e “X-Men: Apocalisse” ne è l’esempio. Bellissima regia (parliamo di Singer, è una garanzia) e ottime musiche di John Ottman. Qualche effetto visivo lascia un pò a desiderare, ma l’importante è che venga arricchito il cervello. Comunque sia visivamente eccezionale!

Anche con i suoi difetti questo nuovo capitolo di supereroi intelligenti di nicchia non stanca e ti fa desiderare un rewatch e altri episodi. Una cosa rarissima per questo genere!

VOTI FINALI
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GianDrewe
Redattore e Co-fondatore

Attore, cantante lirico, insegnante e... cinefilo! Amo il cinema in ogni suo genere con un'adorazione particolare per il cinema europeo specialmente britannico, visto che sono un sostenitore della scuola inglese. Molto spesso dalla parte opposta dei blockbuster e sulla strada degli indie e del cinema d’autore non solo di oggi... Pochi effetti speciali e molte emozioni!