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Wonder Woman – Girl Power

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Il DC Universe ha obiettivamente avuto qualche difficoltà in più rispetto a Marvel nel fornire prodotti pienamente soddisfacenti per il pubblico: da Man of Steel a BvS, toccando il fondo con Suicide Squad, le critiche non sono certo mancate; ma pur se con un certo ritardo, anche DC sta dando struttura al suo universo cinematografico, che troverà ragion d’essere in Justice League e i relativi film standalone dei suoi leggendari membri.

E veniamo a Diana di Themiscyra, luogo utopistico dove le Amazzoni, creature plasmate dagli dei per redimere gli uomini, proprio da questi ultimi si nascondono.

In questo rifugio paradisiaco la piccola principessa delle Amazzoni cresce in grazia, bellezza e potenza (allenata dalla moglie del Presidente, vorrei ben vedere) e al sicuro da ogni male, fino a che non scenderà un uomo dal cielo…letteralmente.

Devo ammettere che sono stato il primo a dubitare della scelta di Gal Gadot, ma alla fine l’attrice si è rivelata assolutamente in parte e credibile nel ritrarre una semidea non solo bella, ma potente, dall’animo gentile e colta; la Wonder Woman del DCU è assolutamente moderna e rappresenta un esempio da seguire, un’icona di eleganza e femminismo.

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la Wonder Woman del DCU è assolutamente moderna e rappresenta un esempio da seguire, un’icona di eleganza e femminismo.

L’azione ambientata in trincea è senz’altro la parte migliore del film, che perlomeno dosa meglio il tripudio di CGI e rallenty à la Snyder, mentre Themiscyra a tratti urla 300 da ogni dove.

Il resto dei personaggi? Cast azzeccato, buona caratterizzazione alla maggior parte di loro, e una scelta per il dio della guerra azzardata, ma che permette un colpo di scena davvero valido.

Cosa non va quindi? Al netto di qualche cafonaggine action, è la piaga del PG-13 che potrebbe far storcere il naso all’uomo adulto medio. Abbiamo guerra, sofferenza, ma non c’è la minima traccia di una goccia di sangue. Va bene il box office, va bene che i forti e sani principi della Principessa delle Amazzoni debbano essere fruibili alle nuove generazioni, ma vedere spade che trapassano da parte a parte persone ed edifici senza neanche uno schizzo di sangue, è più straniante di una guerriera che schiva proiettili a suon di polsini.

 

 

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Il lavoro e la vecchiaia incombono, ma da quando ho memoria mi spacco di film di fantascienza, dove viaggio di testa fino a perdermi, e salto in piedi sul divano per dei tizi che si menano o sparano alla gente come fossero birilli. Addolorato dalla piaga del PG­13, non ho più i nervi per gli horror: quelli li lascio al collega, io sono il vostro uomo per scifi, azione e film di pistolotti metacinema/mental/cose di finali tripli.