Home recensioni horror Wolf Creek 2 – La preda sei tu

Wolf Creek 2 – La preda sei tu

Rutger e Katarina sono due turisti tedeschi che vogliono visitare l’Australia senza seguire guide varie o itinerari pianificati. Nel parco di Wolf Creek conoscono Mick Taylor, cacciatore di maiali, che propone loro un passaggio. Inizia così il loro incubo!

Dopo dieci anni dall’interessante primo episodio, Greg McLean racconta ancora le sparizioni australiane dirigendo sempre John Jarratt nei panni dello xenofobo Mick Taylor!
Se “Wolf Creek” aveva una prima parte quasi documentaristica che strizzava l’occhio a “Un tranquillo week-end di paura” per poi virare in una seconda metà di torture e uccisioni, questo secondo capitolo inizia subito in quarta e mantiene alto il tiro per tutta la durata del film.

“Wolf Creek 2 – La preda sei tu” ha un impianto da horror tradizionale, ma per una volta assistiamo a dei meccanismi nuovi per questo genere. Un esempio? Non ci viene mostrato il classico gruppo di ragazzi ingenui, ma le vittime si susseguono come in una staffetta di sangue: l’uno si imbatte nell’altro e così di seguito.
Greg McLean gioca con l’accumulo di tensione facendo arrivare lo spettatore a sperare la fine, lieta o sventurata che sia.
Dalla caccia del gatto con il topo passiamo alla calma apparente senza farci mancare un gioco di tortura fisico e psicologico cheek to cheek indimenticabile.

Il film è decisamente gore e splatter, ma non presenta mai scene di violenza gratuita. Il regista e sceneggiatore non segue i cliché e strizza l’occhio a cult del genere come “Non aprite quella porta” e “Scream”. Per una volta possiamo considerare l’antagonista come vero protagonista! John Jarratt interpreta grandiosamente un villain indimenticabile che arriva a segno perché è realistico.
Anche se siamo nel 2015 possiamo dire che non ci mancano, purtroppo, xenofobi e razzisti! Qui il realismo è aiutato, in lingua originale, dalla scelta di far recitare i turisti tedeschi in tedesco e l’inglese Paul nella sua lingua madre. Purtroppo questo si perde nel doppiaggio!

La fotografia di Toby Olivier è a dir poco meravigliosa specialmente nelle scene di giorno. Spesso si creano dei giochi di colore sensazionale! Divertente, inoltre, la scelta di usare come sottofondo agli omicidi pezzi di musica classica e canzoni allegre.
Insomma, “Wolf Creek – La preda sei tu” è una grandissima sorpresa! Un ottimo film che verrà divorato e amato non solo dagli amanti del genere horror, ma anche dai cinefili! Chi l’avrebbe mai detto da un film australiano?

VOTI FINALI
voto
Articolo precedenteQualcuno da amare – di Abbas Kiarostami (2012)
Articolo successivoZampaglione provaci tu : “Tulpa” – (2013)
GianDrewe
Redattore e Co-fondatore

Attore, cantante lirico, insegnante e... cinefilo! Amo il cinema in ogni suo genere con un'adorazione particolare per il cinema europeo specialmente britannico, visto che sono un sostenitore della scuola inglese. Molto spesso dalla parte opposta dei blockbuster e sulla strada degli indie e del cinema d’autore non solo di oggi... Pochi effetti speciali e molte emozioni!