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Venezia 74: West Of Sunshine – La recensione

Sezione: Orizzonti


Un Road movie che sviscera il rapporto padre figlio.
Può essere questa la sintesi di West of Sunshine di Jason Raftopoulos, presentato in anteprima nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia.

Padre e figlio sono Jim (Damian Hill) e Alex (Ty Perham). Jim è malato di gioco, non riesce proprio a controllarsi, e come spesso accade ha un grande debito da saldare. Grande il debito, poco il tempo. Un giorno.
Ma proprio quel giorno deve passarlo con suo figlio Alex, che si ritrova suo malgrado ad assistere ad una giornata tipo padre, tra affari leciti, ed altri molto meno.
Il rapporto tra i due, già non privo di incrinature, verrà messo a dura prova.

Jim e suo figlio Alex

Una pellicola ricca di momenti forti ed emozionanti quella di Raftopoulos, che nonostante non sia priva di momenti meno brillanti e parecchio scontati, lascia comunque più di uno spunto di riflessione nello spettatore.
Soprattutto sul personaggio di Jim.
Un padre più di nome che di fatto.
Un genitore che più volte ha trascurato il figlio, la sua ex moglie, la sua vita, per spingersi al limite estremo, soprattutto col gioco d’azzardo, e non solo.

Ne viene fuori così un road movie in cui Jim dovrà toccare il fondo per poter capire alcuni meccanismi del suo essere e del rapporto con suo figlio.
Un rapporto che tra molti alti e bassi prova a trovare una sua dimensione, lasciandoci scene forti (quella delle buste di droga e quella del tagli di capelli), e spunti di riflessione.
Per ottenere un nuovo inizio e ricominciare da capo, a volte bisogna perdersi completamente e rischiare toccando il fondo.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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