Home Rubriche Outsider Viaggio sola – di Maria Sole Tognazzi (2013)

Viaggio sola – di Maria Sole Tognazzi (2013)

Irene è una donna di 40 anni, single, affascinante, che gira il mondo per il suo lavoro. Lei è “l’ospite inatteso”, infatti si sposta da un hotel di lusso all’altro per controllare la qualità delle camere, del servizio alla clientela, della professionalità del personale. Attenta ad ogni minimo particolare, scova qualsiasi imperfezione, dalle lenzuola che hanno una macchiolina ad una parola sbagliata del personale. Ha tutto sotto controllo Irene, nel suo lavoro. Non è la stessa cosa nella sua vita, in cui le uniche persone che le gravitano intorno sono il suo ex fidanzato, anche grande amico, e sua sorella, che vorrebbe vederla come lei un giorno, sposata con figli.
Ma Irene è convinta di bastarsi così, sola, libera, con il suo lavoro e la sua vita “nomade”. L’incontro con una persona particolare ed un evento legata ad essa però getteranno dei dubbi sulle sue certezze.

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Realistico e non scontato, il film di Maria Sole Tognazzi ci mostra una donna che sembra essere autosufficiente nella sua vita, vissuta in solitaria e senza la presenza di un compagno nella vita.
Un episodio e un incontro (non così scontato come potrebbe pensare lo spettatore) la faranno riflettere invece sull’unica cosa non in ordine della sua vita, una vita sentimentale e una relazione stabile di cui la donna, anche se non lo da a vedere, ha molto bisogno.
La Tognazzi ci mostra oltre alla figura della Buy, un’intera generazione di qurant’ enni che vivono la loro vita e le esperienze che ne derivano, quelle di una gravidanza da crescere in soitaria, di una coppia che si ama senza però far l’amore da tanto tempo, un uomo che scopre la bellezza della paternità fino ad allora rifiutata.

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Oltre alla “sicurezza” Margherita Buy, (ottima per interpretare un personaggio del genere tra le sue colleghe coetanee) anche Stefano Accorsi, Alessia Barela e Gianmarco Tognazzi.
Per la pellicola un David di Donatello a Margherita Buy come miglior attrice ed un Nastro d’argento alla Tognazzi per la miglior commedia.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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