Un bacio foto tre ragazzi

Ci sono tanti temi nella storia di Un Bacio, la terza prova registica di Ivan Cotroneo (La Kryptonite nella borsa, Una mamma imperfetta).
Un bacio parla di adolescenza, di crescita e identità ma non solo: c’è la famiglia e la fotografia di ciò che siamo come società.
Lorenzo (Rimao Grillu Riztberger), Blu (Valentina Romani) e Antonio (Leonardo Pazzagli) sono tre ragazzi (16enni) in cerca di sé stessi e di amore in un contesto non solo geografico decisamente provinciale.
Lorenzo è un ragazzo orfano che viene adottato da una famiglia del nord est Italia; è un ragazzo che non nasconde ciò che è, il suo orientamento sessuale, cercando con gioia e fermezza di respingere i pregiudizi, le occhiate, le vessazioni (verbali e non) dei suoi coetanei.
È inevitabile che la semplicità e la disinvoltura con cui Lorenzo affronta la vita coinvolgano anche Blu e Antonio, isolati per ragioni diverse anche loro. I tre, assieme, sembrano pian piano emergere dal frastuono della stupidità che li circonda trovando una personale isola felice.

Lorenzo film Un Bacio
Lorenzo

Non c’è retorica nella sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso Cotroneo e Monica Rametta, il bullismo e l’omofobia vengono affrontati e rappresentanti senza attenuazioni, è fedele la quotidianità vissuta da milioni di ragazzi.
Eppure non siamo macchine, siamo persone con sentimenti ed è quindi impossibile restare non tanto indifferenti, quanto estranei rispetto agli aspetti più amari dell’esistenza, specie nel proprio percorso di crescita, così quando la realtà si mostra maligna emerge un tratto distintivo di Cotroneo: l’evasione per mezzo della fantasia, del ballo e del canto; e in questo modo che Lorenzo reagisce, creandosi un prospettiva diversa, illusoria. Un elemento che non risulta spiazzante rispetto al nucleo della storia nè cerca di addolcirla, ma è interno alla psicologia e alle sensazioni dei protagonisti, su tutti Lorenzo. Crearsi un riparo festoso e pieno di colori lontano da un sistema che giudica, etichetta e non sa comunicare è un miraggio effimero, e Un bacio lo mostra con forza e decisione.
Cotroneo realizza un film di cuore e vero sul come sia affannosa l’affermazione del proprio io dove però l’analisi su chi nel contesto scolastico e adolescenziale considera i propri pari sfigati e inferiori poteva essere meno distaccata ed trattata con più densità.

Lorenzo un bacio

Il film prima dell’uscita nelle sale è stato preceduto da un tour promozionale nelle scuole. Andrebbe visto non perché da uno schermo possano emergere chissà quali insegnamenti, ma perché è una storia sincera sul dramma e lo straniamento che affrontano tanti ragazzi ed è importante parlarne e confrontarsi non solo attraverso i fatti di cronaca e le statistiche sul bullismo o sull’emarginazione.

– Alessandro Faralla –

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Redattore

- Il cinema per me è come un goal alla Del Piero, qualcosa che ti entra dentro all'improvviso e che ti coinvolge totalmente. È una passione divorante, un amore che non conosce fine, sempre da esplorare. Lo respiro tutto o quasi: dai film commerciali a quelli definiti banalmente autoriali, impegnati, indipendenti. Mi distinguo per una marcata inclinazione al dramma, colpa del Bruce Wayne in me da sempre. Qualche gargamella italiano un tempo disse che di cultura non si mangia, la mia missione è smentire questi sciacalli, nel frattempo mi cibo attraverso il cinema, zucchero dolce e amaro dell'esistenza -