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Aspettando il 9 novembre, giorno in cui sarà svelato il programma ufficiale sono stati comunicati i titoli d’apertura e chiusura del Torino Film Festival (18-26 novembre).

Il comunicato:
Una coppia felice di trentenni nella Los Angeles dei nostri giorni (lui è un filmmaker alle prese con il secondo film dopo un promettente esordio, lei una giovane donna in carriera) che di ritorno dal Municipio  dove si sono appena sposati si ritrovano a litigare, prima di dover affrontare tutte le difficoltà che una nuova fase comporta in storia d’amore che dura da tanti anni. Questi i protagonisti di Between Us (Usa, 2016), il film diretto da Rafael Palacio Illingworth e interpretato da Olivia Thirlby (Juno) e Ben Feldman (Mad Men), che inaugurerà la 34esima edizione del Torino Film Festival, venerdì 18 novembre: cinema indipendente americano al suo meglio, per una commedia drammatica che ricorda a tratti il grande Cassavetes, impreziosita da un cameo di Peter Bogdanovich.
A chiudere il Festival sabato 26 novembre sarà invece Free Fire di Ben Wheatley (Uk/Francia, 2016), un action thriller che ricorda Le iene di Tarantino, ma con il tocco sporco dei B Movies anni Settanta. Ambientato nella Boston del 1978, il film segue l’incontro notturno di dodici uomini e una donna in una fabbrica dismessa. Da una parte una delegazione dell’Ira, dall’altra un gruppo di trafficanti con tante armi da vendere. La tensione per la chiusura dell’affare è da subito palpabile e basterà una scintilla per far scoppiare l’inferno di una sparatoria senza fine, incalzata da battute fulminanti. Diretto da uno dei migliori cineasti britannici contemporanei e prodotto da Martin Scorsese, il film è interpretato da Brie Larson (Oscar 2015 per Room), Cillian Murphy, Arnie Hammer e sarà distribuito in Italia da Movies Inspired.

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Fara
Redattore

- Il cinema per me è come un goal alla Del Piero, qualcosa che ti entra dentro all'improvviso e che ti coinvolge totalmente. È una passione divorante, un amore che non conosce fine, sempre da esplorare. Lo respiro tutto o quasi: dai film commerciali a quelli definiti banalmente autoriali, impegnati, indipendenti. Mi distinguo per una marcata inclinazione al dramma, colpa del Bruce Wayne in me da sempre. Qualche gargamella italiano un tempo disse che di cultura non si mangia, la mia missione è smentire questi sciacalli, nel frattempo mi cibo attraverso il cinema, zucchero dolce e amaro dell'esistenza -