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Top Movies 2018 – La classifica di JAMovie

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Dicembre è ormai concluso, i premi è entrata più che mai nel vivo e come sempre è arrivato il momento di tirare le somme per cercare di far quadrare la stagione cinematografica appena terminata.

Ripercorriamo l’anno appena trascorso ricordando le proposte cinematografiche più interessanti, quelle che più hanno caratterizzato questa stagione, quelle che più ci hanno emozionato, quelle che ci hanno fatto salire sulla sedia/divano ad applaudire come ebeti.

Lo staff è più o meno ampio, più o meno sfaticato, quindi risulta difficile mettersi d’accordo e redigere una sorta di “classificona” unica che rispetti i gusti di tutti. Ecco che allora ognuno ha scelto i suoi gioielli, una manciata di titoli che secondo lui sono i più meritevoli dell’anno.

Breve precisazione prima di cominciare: questa è la NOSTRA classifica ci riserviamo quindi il diritto di andare ad inserire esclusivamente i film che hanno avuto una distribuzione in Italia durante l’anno solare nelle sale oppure nelle piattaforme di streaming. Per questo non troverete titoli alquanto meritevoli visti un po’ in giro per i vari festival che non hanno però ancora avuto una distribuzione nazionale.

I film sono presentati in ordine puramente sparso.

Gli imperdibili di Zeno

Tre Manifesti a Ebbing Missouri

Forse il film che più di ogni altro avrebbe meritato il riconoscimento a “best picture” agli scorsi Oscar. Un gioiello di scrittura impreziosito da due fuoriclasse come Frances McDormand e Sam Rockwell, Martin McDonagh è stato bravissimo a cucire addosso ai due protagonisti una maschera scenica che loro hanno interiorizzato a tal punto da non riuscire a capire se stiano recitando oppure meno. La personale tragedia di una donna pervasa però per tutta la sua durata da un’ironia dark, meno sopra le righe rispetto ai precedenti lavori del regista anglosassone ma non per questo meno irresistibile. Imperdibile.

(leggete la nostra recensione qui)

 You Were Never Really Here

L’incontro perfetto tra Taxi Driver e Drive. Il protagonista Joe è il più bel anti-eroe che si sia visto al cinema negli ultimi anni, un uomo guasto, che non ne può più, spezzato dal troppo dolore e dalla violenza, costante della sua vita. Una regia forse troppo manieristica che non rovina però un’opera potente, muscolare, feroce, geometrica e diretta come un cazzotto.  Joaquin Phoenix è maestoso, letteralmente.

(leggete la nostra recensione qui)

Dogman

Liberamente ispirato al terribile evento di cronaca nera de “er Canaro”, a Garrone non interessa il mostro ma piuttosto l’intimo ritratto di un uomo semplice e comune. Bontà, impotenza, frustrazione sono i sentimenti che porteranno al punto di rottura verso un finale in sospensione che lascia lo spettatore senza fiato. Dogman ti azzanna come un animale feroce, ti fa a brandelli l’anima, ti lacera e non ti lascia andare. E’ una bomba ad orologeria pronta ad esplodere di bellezza terrificante e inaudita, come la sua violenza.

(leggete la nostra recensione qui)

First Man

Solo Chazelle poteva dirigere un film dall’apparenza classica e classicista come First Man e trasformarlo in  racconto intimista di un uomo, di una famiglia. Una pellicola che per colori, toni ed emozione è molto distante dai precedenti Whiplash e La La Land, Chazelle tratta lo sbarco lunare non come un obiettivo da perseguire ma più come una sorta di percorso di redenzione del protagonista, un ponte sottilissimo che si contrappone tra la vita e la morte. Montaggio, suono, fotografia, First Man è vero Cinema che emoziona ed entusiasma.

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Roma

La Roma di Cuaron è un quartiere medio borghese di Città del Messico. Attraverso il delicato e gentile sguardo della domestica Cleo, Cuaron ci accompagna nei suoi più intimi ricordi in quello che è il suo film più autobiografico. Spaccato di vita quotidiana che pone l’accento su cosa voglia dire essere donna nel Messico dei primi anni 70′. Immagini di una bellezza straziante, in un bianco e nero che è parte integrante. Un film gigante.

Gli imperdibili di GianDrewe

Chiamami col tuo nome 

Il film dell’anima, uno dei migliori film LGBT più belli nella storia del cinema. Un’opera delicata, elegante, struggente, passionale che parla d’amore indipendentemente dall’inclinazione sessuale. Scene d’antologia.

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Timothée Chalamet e Armie Hammer in “Chiamami col tuo nome”

Il filo nascosto 

Un capolavoro ispirato e ispirante che incanta. Un’opera d’arte che rasenta la perfezione dove ogni sua parte è superba, dalla regia al cast capitanato da un grandioso Daniel Day-Lewis.

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Vicky Krieps in “Il filo nascosto”

Ready Player One

Un capolavoro. Steven Spielberg ci fa vedere ancora chi comanda facendoci sognare, emozionare e gasare (passatemi il termine). Un magnifico instant cult da arrivare a consumare il disco del dvd o blu-ray come il miglior videogioco che esista.

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The Escape 

Un grande dramma d’autore indipendente, e improvvisato (dettaglio da non sottovalutare) sulla depressione sensibile, commovente, emozionante, straziante, meraviglioso. Grande performance di Gemma Arterton, ottima la regia e splendida la fotografia.

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Gemma Arterton in “The Escape”

Favola 

Un film magnifico, solido, potente che diverte, emoziona, commuove. Impeccabile sotto ogni punto di vista con regia, cast, costumi, scenografia degni di ogni premio sulla faccia della terra. Affronta il coming out in maniera unica, esemplare. Imperdibile, indimenticabile.

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Filippo Timi in “Favola”

Gli imperdibili di CinEmy

Il filo nascosto

Oltre i costumi strepitosi si scopre tutto un mondo. Il mondo dell’inconscio che il regista Paul Thomas Anderson ha saputo cucire attorno all’indimenticabile interpretazione di Daniel Day-Lewis.

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Un film violento e ironico insieme, che è capace di sorprendere e incantare. I personaggi meglio pensati – Mildred Hayes (Frances McDormand) e Jason Dixon (Sam Rockwell) su tutti – ben rappresentano donne e uomini a tutto tondo, mai banali o piatti. A far da protagonista un’America in cui omofobia, razzismo e incompetenza sembrano mali difficili da estirpare.

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The Shape of Water

Con la regia impeccabile di Guillermo del Toro, The Shape of Water tocca le corde profonde di ognuno di noi: solitudine, diversità, estraneità. Sullo sfondo della Guerra Fredda, che acceca e rende insensibili gli uomini, una fiaba che vuole mostrare l’altro volto dell’odio. L’amore, forse, o l’ascolto e la comprensione reciproca.

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L’ora più buia

Un Gary Oldman il cui Winston Churchill «ha mobilitato la lingua inglese e l’ha spedita in battaglia». Un film incentrato sull’oratoria politica, che nella storia ha sempre avuto il suo peso: L’ora più buia ce la presenta in tutta la sua grandezza grazie all’interpretazione di un attore da Oscar.

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Dogman

Il regista Matteo Garrone, consapevole dei propri mezzi tecnici, crea in maniera magistrale un mondo immobile, senza futuro, in cui non c’è spazio per il riscatto: Marcello Fonte riesce alla perfezione nel ruolo di uomo sottomesso prima, ferito e desideroso di vendetta poi.

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Gli imperdibili de Il Biondo 

Sulla mia pelle 

Il film che racconta gli ultimi strazianti giorni di Stefano Cucchi con un Alessandro Borghi semplicemente immenso nel caricarsi sulle spalle un personaggio così grande e così complesso e regalarci un’interpretazione semplicemente da Oscar.

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Il Sacrificio del Cervo Sacro

Il Thriller più bello del 2018 a mio parere.
Non poteva di certo mancare Lanthimos in questa top.
Una parabola malsana sulle nostre paure più inconfessabili con un Colin Farrell strepitoso.

[qui la recensione]

Ben is Back 

L’amore incondizionato di una madre che per difendere suo figlio è disposta a tutto.
Un figlio tossicodipendente in continua lotta tra la consapevolezza di non potercela fare e la voglia di avere una vita normale.
Un concentrato di emozioni che non potete perdervi se amate il cinema.
Per la Roberts un’interpretazione da dieci e lode.

[qui la recensione]

Mektoub, my love – Canto Uno 

Il periodo dell’adolescenza, quello in cui si diventa adulti, raccontato dal regista che più di ogni altro ha familiarità con questo tema e che più di una volta ci ha già regalato ottimi film (vedi la Vita di Adele).

[qui la recensione]

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri 

L’America di periferia che ancora fa i conti con omofobia e razzismo.
Una storia che ci regala emozioni continue, personaggi mai scontati.
Un film forte come la sua protagonista, interpretata in maniera impeccabile da una bravissima Frances McDormand.

Gli imperdibili de La Sposa 

Disobedience 

Rachel Weisz e Rachel McAdams sono le protagoniste di questo dramma intenso e di un amore negato.
È possibile scegliere la propria strada, dove sembra non ci sia libertà?

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Bohemian Rhapsody

La vita leggendaria di Freddie Mercury e dei Queen, dal momento dell’incontro al mitico concerto per il Live Aid, con uno strepitoso Rami Malek.

The Post 

Il Washington Post si ritrova con lo scoop del secolo: pubblicare o no i Pentagon Papers, scottanti documenti che attestano il fallimento della guerra del Vietnam?
La proprietaria del Post, Kay Graham, si ritroverà in mezzo al fuoco incrociato dell’establishment politico di Washington, deciso a fermare la pubblicazione, e del suo capo redattore Ben Bradlee, intenzionato a far luce sulla verità.

[qui la recensione]

Roma

In un brillante bianco e nero digitale  si dispiega la vita di Cleo, domestica di una agiata famiglia di Città del Messico.
Cuaron narra con poesia e scene di assoluto lirismo l’amore, la sofferenza ma soprattutto la forza di donne capaci di rimettersi in piedi dopo i durissimi colpi inferti dalla vita.

Foxtrot 

Un destino segnato, esistenze  destinate a ritrovarsi sempre nello stesso punto, proprio come nella celebre danza.
L’israeliano Samuel Maoz gira un film intimista e geniale, capace di far riflettere sull’inutilità della guerra e l’ineluttabilità della morte.
[qui la recensione]

 Gli imperdibili di Giuseppe ‘Ndujia Silipo

Il Filo Nascosto

[qui la recensione]

Come gli eleganti abiti della Woodcock Haouse scivolano via, svelando il corpo botticelliano della perturbante Alma, così il film man mano svela la trama e il, neanche tanto celato, cadeau di Paul Thomas Anderson a Rebecca, “La prima moglie” di Alfred Hitchcock.

The Disaster Artist

The Disaster Artist è un film che puzza di anni 90, di moquette piene di acari in scarne videoteche di città, dove si affollavano pseudo attori e artisti, in cerca di ispirazione cinematografica, di gelati burrosi e pizze congelate, gente come Joey Tribbiani e i suoi maldestri tentativi di emergere ad ogni costo.

[qui la recensione]

Thelma

Thelma è un po’ come Eli, il vampiro imprigionato nell’eterno corpo da bambina di Lasciami entrare di Tomas Alfredson. Thelma è Miranda in Picnic ad Hanging Rock e il fascino dei corsetti delle studentesse, il mistero e l’implosione emotiva. Thelma è Elle Fanning in The Neon Demon. E’ il Jennifer’s Body o il piacere assassino di It Follows. Ma soprattutto Thelma è Carrie di De Palma

[qui la recensione]

A Star is Born

La mia maglia puzza ancora di bourbon e “Shallow” è la più bella canzone scritta per il cinema negli ultimi 20 anni.

[qui la recensione]

Lady Bird

Coming of age che ti parla come la tua migliore amica, una giovane Holden della West Coast.

[qui la recensione]

Gli imperdibili di Cherry

La casa delle bambole- Ghostland

Pascal Laugier, reduce dalla fama underground del capolavoro Martyrs, è tornato a scioccare le menti umani con un nuovo, astuto e notevole film, che sta in bilico tra il thriller, l’horror e il drammatico, utilizzando proprio l’elemento più contorto che ci sia: la mente stessa.

qui la nostra recensione)

 

Hereditary- Le radici del male

Un esordio cinematografico come pochi quello di Ari Aster, che, scavando nelle idee polanskiane, affonda le radici nel mondo del cinema odierno per scavarsi un posto importante. Chi si ferma alla superficie, con una visione poco attenta, troverà un thriller a tinte horror quasi incomprensibile: chi perlustra più a fondo, invece, troverà un gioiello dell’horror con forti toni drammatici in cui ogni tassello, nell’epilogo, sarà perfettamente al suo posto.

(qui la recensione completa)

 

A Quiet Place- Un posto tranquillo

A Quiet Place non è solo tra i film più belli degli ultimi anni, in cui il dramma si mescola all’apocalittico, ma si presenta come uno degli sci fi horror più riusciti di sempre. Qualcuno potrebbe trovarci dei difetti, ma tutto viene in secondo piano se si pensa a quanto sia superlativo il lavoro tecnico. John Krasinski, al suo terzo film, si conferma, dunque, come un grande regista.

(qui  la nostra recensione)

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La notte su di noi- The night comes for us

Timo Tjahjanto non fa altro che dimostrare quanta stoffa abbia da vendere. Anche se la sceneggiatura qui va in secondo piano, The Nigh Comes For Us è un film action indonesiano coi fiocchi, dove i combattimenti incessanti sono scanditi da ritmi ossessivi e tanta dose di splatter, in un cerchio di personaggi ben delineati. Una chicca per gli amanti del genere.

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Zeno
Redattore e Co-fondatore

Cresciuto a massicce dosi di cinema, fin da giovane età veniva costretto dal padre a maratone e maratone di Spaghetti-Western. Leggenda narra che la prima frase di senso compiuto che uscì dalla sua bocca fu: “Ehi, Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima……” Con il passare del tempo si è evoluto a quello che è oggi: un cinefilo onnivoro appassionato di cinema in ogni sua forma che sia d’intrattenimento, d’autore o l’indie più estremo. Conteso da “Empire”, “The Hollywood Reporter”, “Rolling Stone”, ha scelto Jamovie perché, semplicemente, il migliore tra tutti.