Home Rubriche Outsider This must be the place – di Paolo Sorrentino (2011)

This must be the place – di Paolo Sorrentino (2011)

Cheyenne è un ex-rockstar che dopo il ritiro vive a Dublino con la moglie Jane in uno stato di apatia ed esilio volontario,passando intere giornate a controllare i suoi investimenti in borsa.
La solita e noiosa routine viene però interrotta dalla notizia che il padre, che si trova in America, è gravemente malato. Comincia così un lungo ed estenuante viaggio (Cheyenne utilizzerà la nave, vista la sua paura per gli aerei) dal vecchio al nuovo continente in cui tra incontri e personaggi fuori dal comune, il protagonista avrà modo di fare chiarezza su un’ombra della storia passata del proprio genitore.
Presentato in concorso al Festival di Cannes del 2011 e vincitore di 6 David di Donatello, “This must be the place” di Paolo Sorrentino è interpretato da un ottimo Sean Penn nei panni di una ex-rockstar che ad un certo punto della sua esistenza è costretto a fare chiarezza sulla propria vita e a reinventarsene una nuova per non vivere solo sui ricordi del proprio passato, passato che per tutto il film sarà un pesante fardello per lo stesso Penn ( il trolley che Cheyenne si porta sempre appresso ne è il chiaro simbolo).

01Ne nasce un film in stile road movie in cui il viaggio che la superstar decaduta intraprende per raggiungere il padre malato serve al protagonista sia per fare i conti col triste passato del genitore, sia per capire definitivamente che non può più nascondersi dietro i panni di una star da palcoscenico, ma che deve ormai calzare quelli di un vero uomo.
La recitazione di Penn, la presenza di David Byrne che interpreta se stesso, quella di Harry Dean Stanton nel ruolo dell’inventore delle rotelle per le valigie fanno si che il film si meriti una piena sufficienza. Il tema dell’olocausto e la profondità che ciò poteva dare al film sono trattare però solo in superficie (come solo in superficie ha vissuto Cheyenne buona parte della sua vita, scelta non casuale), scelta che il regista cerca di stemperare inserendo nella pellicola continue apparizioni di nuovi personaggi ed episodi stravaganti che si susseguono uno dietro l’altro.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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