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The Wave (L’Onda) – di Dennis Gansel (2008)

Onda

Per conoscere e comprendere meglio il film di Gansel, dobbiamo compiere un salto temporale. Spostiamoci nel 1967, California, Stati Uniti.

Quello che arrovella le menti dei giovani studenti di una scuola americana è il seguente quesito: ma come è stato possibile che 30 anni prima in suolo tedesco, l’ideologia nazionalsocialista sia nata, cresciuta, e soprattutto diventata così popolare e devastante?
A spiegare questo agli studenti ci ha pensato un professore, Ron Jones. L’occasione perfetta era quella che nelle nostre scuole chiamiamo “la settimana alternativa”, ovvero le lezioni accademiche sono sospese, e per 7 giorni gli studenti partecipano volontariamente, ad attività extrascolastiche.

La trovata del professor Jones fu abbastanza sorprendente: per spiegare ai suoi studenti come fosse stato possibile l’espansione del credo nazionalsocialista decise di sottoporre i suoi alunni ad un semplice esperimento : la classe doveva uniformarsi a delle regole, stesse abitudini, stesso modo di vestire, rispondere solo e solamente agli “ordini” del loro professore, cercare di formare un gruppo unito e compatto, che si muovesse all’unisono, che avesse una sua identità, e che emarginasse o eliminasse ogni forma di dissidenza esterna o interna. Un piccolo regime nazionalsocialista a tutti gli effetti. L’esperimento fu poi interrotto, anche per eccesso di zelo da parte degli studenti, al giorno numero cinque, tempo necessario però a far comprendere ai suoi ragazzi come tutto quello che era avvenuto 30 anni prima fosse stato possibile e soprattutto facilmente replicabile.

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Nel suo film Gansel riprende la stessa identica idea ma la riporta a casa, in Germania. Non siamo più negli States, patria della libertà, ma nel paese che è stato suo malgrado la culla del nazionalsocialismo che ha avuto nel baffo Adolfo il suo più grande interprete.

Ron Jones ha le sembianze di Rainer Wenger (Jürgen Vogel), anche allenatore della squadra di pallanuoto della scuola.
Il suo “gioco di ruolo” è lo stesso: comincia con cose semplici, chiedendo ai suoi alunni cosa caratterizza una dittatura, chiede che ogni studente per parlare alzi la mano, e si alzi ogniqualvolta sia il suo turno, li fa sedere al banco alla stessa maniera, stessa uniforme, e da loro poi un’obiettivo, quello di formare un gruppo coeso, che si muova all’unisono, con un suo credo, a cui gli studenti danno subito un simbolo ed un nome: L’Onda.

Inizialmente tutto ciò scuote positivamente i ragazzi, che si sentono parte di un progetto, sono fortemente motivati, specialmente coloro che non avevano una grande personalità o erano ai margini della classe, come il giovane Tim (Frederick Lau), che finalmente si sente parte di qualcosa e non più escluso.
Anche qui però l’entusiasmo, specie di alcuni, va un po’ troppo oltre il confine di attività extrascolastica che il professor Reiner voleva creare, e una volta che la miccia si accende poi, spegnerla non è facile.

Un film da far vedere nelle scuole e ottimo per qualsiasi cineforum questo L’Onda di  Dennis Gansel, con un messaggio educativo che non vuole certo insegnare nulla che non sia stato già insegnato sul nazionalsocialismo, ma che vuole semplicemente mostrare, come non sia poi così difficile ricreare il “giocattolo” che anni prima aveva portato la Germania sul tetto del mondo in maniera più che discutibile.

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Dal film si possono aprire molti spunti di riflessione, come quanto possano essere facilmente condizionabili le menti dei giovani, e di come sia importante e decisivo per questo il ruolo della loro guida, che può portarli facilmente verso qualsiasi orizzonte.

Messaggio molto contemporaneo se sostituiamo al professor Werner internet ed i mezzi odierni di comunicazione, e agli studenti noi stessi : solo a pensarci si può rabbrividire.
Il film purtroppo ha il non piccolo problema di essere un po’ scontato, soprattutto il finale, ma onestamente era difficile optare per scelte diverse, e migliori di quella presa dal regista Gansel.
I più attenti potranno essere stimolati al dibattito nel vedere questo lungometraggio, per i “cazzoni” qualunque invece, sarà il classico film che ti esalta durante e subito dopo la visione.
Già che siamo in tema potrei proporvi un esperimento, guardatelo, e poi fateci sapere da che parte state.

 

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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