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The Boys – il lato infame dei supereroi

the boys

Su Amazon Prime Video è già disponibile da alcune settimane The Boys, serie cinecomics tratta dall’omonimo fumetto dissacrante di Garth Ennis.

Per chi volesse farsi un’idea dello stile, è disponibile sulla stessa piattaforma Preacherserie anch’essa adattamento di un fumetto, di Garth Ennis e prodotta da Seth Rogen.

The Boys ha lo stesso stile pulp, violento a livelli estremi, divertente e dissacrante; la differenza principale sta nel soggetto preso di mira: la religione in Preacher, l’intero mondo di supereroi in The Boys.

Non è certo la prima opera che mostra il lato umano e problematico di chi vive la notte in calzamaglia, ma qui si passa a una dichiarazione d’odio: i Super sono sostanzialmente dei pessimi elementi, in quanto corrotti dalla consapevolezza che il potere dà loro un lasciapassare per qualsiasi nefandezza… neanche a dirlo, anche i peccati si fanno super.

Homelander è tutto pazzo.

Non faccio spoiler, in quanto dopo una manciata di minuti vi sarà reso in modo molto chiaro quanto conta la vista di noi sporchi normali agli occhi dei Super; così come sarà sufficiente un minimo di brackground neanche fumettistico, ma da cinecomics, per riconoscere immediatamente gli eroi canonici a cui The Boys fa il verso. In un mondo di gruppi di eroi di serie A e serie B, il top del top è rappresentato da i Sette, dove non farete fatica a trovare l’equivalente disagiato e molestatore di Aquaman, una Wonder Woman in versione disturbata ma, sopra di tutti, il Patriota (interpretato da Starr, a cui qua si vuole un mondo di bene per Banshee)

Gli ingredienti del Patriota? un terzo di Superman, un terzo di Capitan America, un terzo di disturbo mentale.

Chi può tenere a bada persone capaci di friggere chiunque da chilometri di distanza quando danno in escandescenza? Proprio i The Boys del titolo, un bizzarro gruppo capitanato dall’enorme Butcher, un uomo dall’oscuro passato che senz’altro odia i Super più di tutti.

Non meno motivata la recluta Hughie, per lo più vero protagonista della serie e personaggio che maggiormente evolverà di episodio in episodio.

Fun fact: Hughie nel fumetto ha nè più nè meno la faccia di Simon Pegg, che nella serie..interpreta il padre di Hughie!

Apparte questo dettaglio, le differenze tra serie e fumetto sono diverse, ma principalmente si nota una sregolatezza generale più contenuta (d’altronde serviva una follia e un budget illimitati per certe scene cartacee), oltre a un twist davvero enorme sul finale di stagione. Per chi ha letto il fumetto, è un vero colpo di scena che lascia piacevolmente interdetti.

In ogni caso, The Boys è promosso a pieni voti: i ragazzi divertono, intrattengono e i soldi sono stati spesi bene (nessuna CGI agghiacciante, piuttosto meno esibizioni di superpoteri, ma senza risentirne a livello narrativo).
Siamo curiosi di capire cosa saprà regalare la -già- confermata seconda stagione.