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Il Testimone Invisibile – La Recensione

Il cinema italiano ci riserva uno dei suoi ultimi bei colpi prima della fine di questo 2018 con il thriller di Stefano Mordini, Il Testimone Invisibile.

A metà tra Il Capitale Umano e Gone Girl (L’amore bugiardo), il film con protagonisti Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato è un thriller che fa dell’importanza del dettaglio e del particolare il suo punto di forza.
Da un dettaglio si possono capire molte cose, si può trovare la verità, anche in una situazione molto ingarbugliata e con molti punti di domanda.

E’ quello che succede nella storia dell’imprenditore Adriano Doria (Scamarcio), che viene accusato di aver ucciso la sua amante Laura (Leone) nonostante lui si confessi innocente e vittima di un complotto ai suoi danni, vista la sua figura.
Potente, ricco, ed eletto Imprenditore dell’anno, Doria avrà però bisogno di tutto l’aiuto dell’avvocatessa Virginia Ferrara (Maria Paiato) per evitare il carcere.
Doria dovrà confessare tutto all’avvocatessa, ogni minimo particolare, perchè il tempo stringe, e perchè i dettagli sono fondamentali.
Dall’inizio del colloquio fra i due però, uscirà fuori una storia che riserverà molte sorprese e tanti colpi di scena.

Thriller che tiene dal primo all’ultimo minuto lo spettatore incollato allo schermo, Il Testimone invisibile di Mordini è un gioco che ci coinvolge in pieno nella ricerca della verità.
Il regista non punta ad un gran film, ma punta sull’intrattenimento, sul tenerci focalizzati dentro la storia e sulla sua possibile soluzione per tutte le due ore del film.
Poca empatia forse a discapito dello svolgersi dell’azione e degli eventi, per un puzzle che Doria e l’avvocatessa Ferrara montano e rismontano per trovare una verità che emerge piano piano, tassello dopo tassello.

La tensione è sempre alta.
Azzeccata l’atmosfera, perfetto mix tra il grigiore dei palazzi della Milano del mondo degli affari e il verde dei boschi del Trentino.
Buone le performance degli attori.
Scamarcio e la Leone fanno il loro, la Paiato è una piacevolissima sorpresa, e Bentivoglio può anche utilizzare il suo solo sguardo per recitare.

Un thriller all’americana che però (e questa è una buona notizia) è 100% made in Italy.
Un gioco che ci vede protagonisti insieme ai personaggi, un gioco dove per giungere alla verità bisogna analizzare ogni minimo dettaglio, ogni semplice ricordo.
Perchè la verità è nascosta proprio li.
Perchè a volte per trovarla, basta solo modificare di poco il punto di vista.

Il film è il remake del noir spagnolo del 2016 Contratiempo, di Oriol Paulo.

VOTI FINALI
voto:
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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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