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Speciale LION – Parte 7: Regista

Eccoci arrivati a Natale e sotto l’albero troviamo il settimo ed ultimo episodio dello Speciale LION! Oggi abbiamo il piacere di ospitare lo sceneggiatore e regista Davide Melini. Considerato dalla critica internazionale come il miglior allievo di Dario Argento (qualche critico ha parlato di lui definendolo addirittura “giovane maestro dell’horror”), Melini sta continuando a fare passi da gigante, non disdegnando, tra l’altro, di lavorare in serie televisive internazionali molto conosciute come “Penny Dreadful” e “Into the Badlands“. Augurandovi un Buon Natale, vi invitiamo a leggere la sua interessantissima intervista!!!

 

DAVIDE MELINI (REGISTA LION )

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Il regista Davide Melini con il cast di Lion

1) Ciao Davide e benvenuto. Puoi dirci com’è nato il cortometraggio LION?

Dopo i miei ultimi due cortometraggi di stampo thriller/fantastico – “The Puzzle” (2008) e “The Sweet Hand of the White Rose” (2010) – sentivo la forte necessità di cambiare realizzando qualcosa che fosse in grado non solo di scuotere la psiche dello spettatore, ma anche di lasciare un profondo segno a livello visivo.

Quando scrivo una sceneggiatura, la mia mente deve essere sempre sgombra e non ci dev’essere alcun tipo di restrizione. In questo modo la storia quasi si scrive da sola. Nel caso specifico di LION ho imposto un solo fondamentale punto, quello di isolare totalmente i personaggi. Desideravo ricreare un ambiente il più claustrofobico possibile e così ho eliminato ogni via di fuga: uno chalet isolato, posto nel bel mezzo di un fitto bosco innevato. Optando per questa scelta, l’attenzione dello spettatore si sposterà inesorabilmente sulla sola luce presente, cioè quella della casa. Sapendo fin dall’inizio che sarà impossibile fuggire, lo chalet acquisterà ancora più forza. E una volta chiuso lo spettatore in un angolo, e sapendo che non potrà fuggire, gli farò passare davanti agli occhi ogni sorta di orrore… Posso dire che una volta introdotti all’interno della casa, dovrete pregare per uscire.

2) Come hai scelto il cast?

La parte di Jeff  l’ho scritta su misura per l’attore Michael Segal che, pur essendo una bellissima persona e completamente differente dal suo personaggio, era semplicemente perfetto per la parte. Non ho preso in considerazione nessun altro! L’impresa più difficile era comunque quella di trovare il bambino che potesse dar vita al personaggio di Leon. Con Carlos Bahos (casting director) abbiamo pensato di organizzare un casting per cercare sia il bambino, sia l’attrice che doveva interpretare Amanda.

Pochi giorni dopo, vidi casualmente in un gruppo di cinema su Facebook, il post di una madre che sponsorizzava il figlio per eventuali ruoli cinematografici, televisivi e pubblicitari. Le fotografie del bambino rispecchiavano esattamente quello avevo in mente e così lo feci convocare per il casting. E devo dire che il piccolo Pedro Sánchez è stato davvero fantastico! Oltre a lui, riuscimmo anche a chiudere con Tania Mercader, una buonissima attrice di teatro, per il ruolo di Amanda.

3) Dove si sono svolte le riprese e in quanto tempo?

Le riprese si sono svolte nel piccolo paese di Alhaurín el Grande, in provincia di Malaga (Spagna). La produzione affittò un piccolo e desolato chalet che era perfetto come location. Il cortometraggio é stato girato realmente in un giorno e mezzo.

 

4) A che punto della post-produzione vi trovate?

Siamo purtroppo un po’ indietro. Non entrerò nello specifico, ma ci sono lavori che andranno rifatti dal principio. Alcuni reparti hanno lavorato in maniera molto professionale e con grande pazienza e illusione (li ringrazio veramente di cuore!), ma i risultati non sono soddisfacenti al 100%… Sia i produttori che il sottoscritto cercano, invece, la perfezione assoluta! Credo che é meglio perdere più tempo e fare un lavoro che sia visualmente eccellente che presentare qualcosa di cui non si è completamente soddisfatti.

5) Puoi dirci quanto durerà il cortometraggio e cosa ci dobbiamo aspettare?

Cero, il cortometraggio durerà poco più di dieci minuti e spero vivamente che il pubblico/critica riesca a captare tutte le sfumature presenti. Non è il classico horror fine a se stesso, ma c’è un messaggio importante… Sono sicuro che non passerà inosservato!

6) LION sta riscuotendo un enorme successo di critica, nonostante non sia ancora uscito. Cosa ne pensi?

A chi non piace vedere la propria opera o il proprio nome circolare su tanti siti e riviste specializzate in tutto il mondo? Sarei un bugiardo se dicessi che non mi facciano piacere gli articoli, le interviste (obbligatoriamente scritte ahahah) ed anche il vostro tributo! Questo mi spinge ancora di più a essere preciso e a lavorare in maniera maniacale. Non voglio deludere nessuno ed in particolar modo… non voglio deludere troppo me stesso! Dico “troppo” perché sono molto critico e quindi mai soddisfatto in pieno di un mio lavoro. Sempre penso infatti che avrei potuto fare meglio e questa “fame” mi spinge sempre più avanti… Migliorare film dopo film!

7) Come pensi di promuoverlo?

La mia intenzione era quella di cominciare a promuoverlo il prima possibile e per questo abbiamo infatti realizzato un teaser, la locandina, diverse fotobuste e anche la pagina web ufficiale. Così facendo abbiamo reso possibile che la critica internazionale si potesse in qualche modo interessare al cortometraggio, e devo dire che siamo davvero tutti lusingati dai moltissimi articoli che sono usciti nell’ultimo mese. Ora qualche persona sa della sua esistenza e in qualche modo lo sta aspettando e una volta che il corto uscirà, sarà tutto più facile. Io penso che non ci si debba limitare a giudicare un cortometraggio solo in base ai risultati nei festival, ma bisogna anche guardare tutto ciò che gli ruota intorno. Un film deve avere una carta di identità ben precisa e delineata, dove ogni aspetto risulta importante (festival, articoli, interviste, tributi, passaggi televisivi, ecc.).

 

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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