Home Rubriche Outsider Simone, Louise, e le Alpi: Sister (2012)

Simone, Louise, e le Alpi: Sister (2012)

La regista Ursula Meier dopo il suo primo lungometraggio ambientato in campagna e nei pressi di un’ autostrada  “Home” (2010) si trasferisce questa volta in montagna, ai piedi delle Alpi, per raccontarci la vita non semplice dei due fratelli Simon (Kacey Mottet Klein) e Louise (Léa Seydoux).


I due vivono in un quartiere molto povero e fatiscente ai piedi delle Alpi Svizzere.
Qualche metro più in alto i ricchi passano le loro vacanze sulla neve.
A tenere uniti questi due mondi così diversi tra loro, il primo contrassegnato da colori freddi e grigi, il secondo immerso nel candido biancore della neve, è solo e soltanto una semplice funivia.
Simon e Louise sono soli.
Senza genitori, senza una figura matura che li possa guidare nel mondo.
Ed hanno un oscuro e misterioso passato.
Mentre Louise è persa nelle sue esperienze sentimentali, Simon cerca di tirare avanti come può, in pieno stile “Robin Hood”.
Sale su in alta quota, nel mondo dei ricchi, ruba loro ogni possibile attrezzatura sciistica, e la rivende, anche su commissione.
Tutto per sostenere lui e sua sorella, poveri.

Vita non facile per Simon e Louise

La Meier ci presenta in questa sua seconda opera un piccolo dramma familiare che non cerca mai nella lacrima facile.
I protagonisti sono due fratelli che continuamente si cercano ma non si trovano.
Che vivono la mancanza della figura genitoriale in maniera diversa, rielaborandola così in diverso modo.
La maggior parte del film è giocata su diversi dualismi.
Quello sociale tra poveri e ricchi, collegato metaforicamente e anche fisicamente dalla funivia.
Quello dei due personaggi, dove il ruolo di “fratello maggiore” quasi mai è sulle spalle della più anziana Louise.
Ed infine quello del differente modo che i due fratelli hanno di assimilare la mancanza di una figura genitoriale che possa introdurli definitivamente al mondo dei grandi e regalare loro quei sentimenti e quelle attenzioni che solo un padre ed una madre possono dare ai loro figli.

“Robin Hood” in azione. E il portafoglio se ne va.

Il loro grido di aiuto lo ritroviamo nelle continue scappatelle amorose di Louise e nella attività truffaldina di Simon.
I due però riescono comunque a trovare il modo di tirare avanti.
Spinti dal fatto di avere, nonostante tutto, il loro diverso carattere ed il loro differente modo di vivere la vita.
Un legame di sangue che li tiene uniti sempre e comunque, e soprattutto nei momenti di maggior difficoltà.
Buone le interpretazioni del giovane Mottet Klein, e di Lea Seydoux che si dimostra pienamente a suo agio nel vestire i panni di personaggi “difficili e controversi”.
Il buon lavoro della regista svizzera cominciato con “Home” si afferma quindi in maniera soddisfacente in questo “Sister”, che ha anche guadagnato una menzione speciale per l’ Orso d’Argento del Festival del Cinema di Berlino nel 2012.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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