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Scappa – Get Out, la recensione doppia

Get Out
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Chris è un ragazzo di colore che deve andare a conoscere la famiglia della sua fidanzata, la quale non ha detto ai suoi la carnagione di Chris. Il normale e tranquillo weekend si trasforma presto in un incubo terribile e inquietante.

L’opinione di GianDrewe

Arriva nelle nostre sale uno dei successi di critica e pubblico più grandi dell’anno, 204.764.926 dollari su un budget di appena 4.500.000. Eccezionale per un thriller/horror indipendente!

“Scappa – Get Out” è un ottimo film dove l’orrore non è fine a se stesso, ma ha qualcosa da dire. Si continua sul filone di grandi film del genere come “The VVitch”, “The Girl With All The Gifts” dove troviamo un geniale e concreto sottofondo di denuncia sociale.

Get Out
Daniel Kaluuya

Se nel primo avevamo una critica all’estremismo religioso e nel secondo un pessimismo sul futuro della società, qui vediamo un’inquietante ed efficace metafora non solo del razzismo nell’America di oggi verso la comunità nera, ma anche come quest’ultima viene vista dalla società bianca.

Quindi, anche se il film si sviluppa in modo classico, sono queste allegorie a fare la grande differenza.
Catherine Keener e la sua tazzina

La sceneggiatura è ottima! Così misteriosa, inquietante, interessante, intelligente che ti rimane dentro giorni e giorni dopo. Niente male per un debutto. Sì, “Scappa – Get Out” è l’esordio alla scrittura cinematografica e alla regia di Jordan Peele, famoso in America per far parte della coppia comica Key & Peele.

Il cast è ineccepibile: ottimo Daniel Kaluuya (visto nel secondo episodio della prima stagione di “Black Mirror”), eccellenti sia Catherine Keener e Bradley Whitford (presente anche nel bellissimo e sottovalutato “Quella casa nel bosco”) mentre non è da sottovalutare Allison Williams.

Anche se ha un finale che non è all’altezza di tutto il resto, “Scappa – Get Out” è un film indimenticabile, terrificante, geniale. Vi sfido a non guardare le tazzine da té con occhi diversi.

L’opinione di Zeno

Difficile parlarne dopo che Giandrewe, ne ha detto praticamente tutto. Get Out è il caso cinematografico più eclatante degli ultimi anni, più che un horror un thriller pieno di tensione che si fa anche irresistibile satira politica.

È il film horror dell’era Trump e delle sue tensioni razziali, di un paese che mostra le sue contraddizioni, parecchio consapevole su quello che vuole dire e sa perfettamente dove vuole andare a parare. Dopo tanti horror usa e getta finalmente un horror che riscopre la valenza politica del genere, che non ha paura di scavare nelle zone d’ombra della società.

Si parla di razzismo, che scorre infimo ed imperterrito nelle viscere della società americana, anche tra quella apparentemente più sofisticata, agiata e democratica. Dopo tutto esiste anche il razzismo al contrario: i neri sono più forti, più aitanti fisicamente, migliori nello sport. Come fare per cercare di sfruttare le loro qualità?

In un Indovina chi viene a cena atipico in salsa horror, Peele grazie ad una scrittura intelligente e a prova di bomba, mescola sapientemente i generi, dosando perfettamente ironia e tensione. Get Out è un film che non vediamo l’ora di rivedere, al contrario di molti del suo genere che invece vorremmo dimenticare ben presto e volentieri. Vi pare poco?

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VOTI FINALI
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GianDrewe
Redattore e Co-fondatore

Attore, cantante lirico, insegnante e... cinefilo! Amo il cinema in ogni suo genere con un'adorazione particolare per il cinema europeo specialmente britannico, visto che sono un sostenitore della scuola inglese. Molto spesso dalla parte opposta dei blockbuster e sulla strada degli indie e del cinema d’autore non solo di oggi... Pochi effetti speciali e molte emozioni!