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La stirpe del male – di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett (2014)

Una coppia, appena sposata, Zach e Allison, si gode il proprio viaggio di nozze. Non mancano la solita telecamera, le visite ai luoghi simbolo della terra scelta per il loro idillio d’amore (la Repubblica Dominicana in questo caso), l’ultima serata di divertimento prima della partenza, e un tassista che ti propone l’ultimo locale da provare prima di tornare in albergo. E via un cicchetto, due, la vista si annebbia, la telecamera si spegne, e quando si riaccende…..la discoteca si è trasformata in una grotta, le luci dei neon diventano candele, e la musica si trasforma in frasi pronunciate in un simil latino che tutto fanno presagire meno che una cosa buona. Ed una cosa buona effettivamente succede, perchè Allison poco dopo il loro ritorno scopre di essere rimasta incinta. Evviva, felicità, arriverà un bel bambino! Un attimo però..…..siamo sicuri che questo bambino è proprio bello? Siamo sicuri che le strane voglie carnivore di una vegetariana come Allison siano solo una sindrome pre-parto?

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Ed i suoi scatti di rabbia?E la persona che ogni tanto sembra spiarli dalla strada? Ecco allora che il maritino Zach, comincia a chiedersi se quell’anima innocente che sta per nascere, forse, non sia già imparentata con il “Satanasso”.
La stirpe del male film diretto dal duo Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett ci riporta alla mente opere passate del genere horror. La tecnica POV infatti con cui il film è girato ricorda molto pellicole come “The blair witch project” (1999), le telecamere installate nella casa dei due sposini e l’abitazione stessa sanno molto di “Paranormal Activity” (2007), la scena del “lieve” sanguinamento del sacerdote durante le comunioni rievoca molto un film sottovalutato come “Grano rosso sangue 2: Sacrificio finale” (1992). Per non parlare del filone generale che la narrazione segue, ovvero l’ansia della maternità, influenzata da questa possibile presenza dell’Anticristo che dovrebbe materializzarsi con l’arrivo del nascituro che fa tornare nella nostra mente capolavori come “Rosemary’s Baby” (1968) e “Il presagio” (1976).

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Si torna alla mente tutto questo…..ma allora il film cosa ci da di nuovo?
Che non si accettano mai consigli da tassisti nella Repubblica Dominicana sui locali da frequentare? Troppo poco per salvare capra e cavoli.
La discreta interpretazione di Zach McCall ( “La notte del giudizio”, 2014) e Samantha McCall ( “The last vampire: Creature del buio”, 2009) possono aggiungere qualcosina in più?

No, rimandato.

 

 

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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