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Non essere cattivo (2015)

Nel mondo ci sono due principali categorie di persone.
Ci sono quelle che per scegliere un qualcosa che gli piace hanno bisogno di vederlo pubblicizzato ovunque, perchè secondo loro più se ne parla di una cosa, più è affidabile.
E poi ci sono quelli che invece amano una cosa perchè è realmente valida, anche se spesso passa sotto traccia.
Questo perchè non è certo la strategia della pubblicità o del grande clamore quella scelta da chi sa di avere in mano un prodotto molto valido.


Questo esempio calza a pennello con l’intera produzione del tanto compianto regista Claudio Caligari, di cui ricordiamo tre sole pellicole che non hanno certo avuto i clamori dei blockbuster di Hollywood, ma che sicuramente rappresentano quanto di meglio il cinema italiano ha sfornato negli ultimi anni.
Non a caso, dopo la sua prematura scomparsa per l’ultima sua grande pellicola, Non essere cattivo, si è mosso e non poco lo stesso Valerio Mastrandrea, per far si che il film potesse vedere la luce, fino a farlo sbarcare alla Mostra del Cinema di Venezia.
L’attore romano si è battuto con forza per la realizzazione della pellicola, vista anche la sua grande amicizia con il regista, e la sua partecipazione ad una delle sue due precedenti pellicole, L’odore della notte.


In Non essere cattivo siamo sempre immersi nel tema della droga ed in quegli ambienti della periferia romana ai confini della società.
Ambienti fatti di lavoro nero, droga, alchool, vite vissute al limite, sempre con l’incertezza di cosa accadrà domani, ma con l’assoluta certezza che nel frattempo, un buon sballo di droga sesso e alchool è quello che ci vuole.

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Luca Marinelli e Alessandro Borghi nella pellicola

I protagonisti sono persone molto difficili dal punto di vista caratteriale e ma che in fondo al loro cuore hanno comunque quella bontà, quei sogni, quelle speranze di ogni ragazzo che si appresta, ormai adulto, a scegliere la propria strada.
In continuazione con le altre due pellicole c’è l’ambientazione temporale, la metà\fine degli anni 90’, in cui molti sogni di gloria per il Belpaese stavano terminando, in cui Tangentopoli ed altri scandali avevano ormai esaurito le scorte di benessere rimaste al paese, ed in cui specie nelle periferie, ormai, anche per un giovane, riuscire a trovare un lavoro stabile con cui potersi costruire futuro e famiglia, cominciava ad essere un’obiettivo alquanto difficile.
Prologo di quello che accade un po’ oggi, Caligari racconta tutto questo dal punto di vista di due ragazzi, due grandi amici.


I due amici sono Cesare e Vittorio, legati non solo da una forte amicizia, ma dalla piena condivisione di ogni esperienza giovanile, che fa di un tuo amico un tuo secondo fratello, un fratello di vita.
Una vita però che i due, già in giovane età, passano tra piccoli furti, spaccio di droga, notti brave in cui cocaina e alchool la fanno da padrone.
Una vita che da si quel forte senso di onnipotenza e immortalità all’inizio, ma che poi, puntualmente, viene sempre a chiedere il conto, il più delle volte, molto molto salato.


C’è sempre comunque una speranza, una piccola luce, tra le tante che gli sballi di droga ci fanno vedere.
La luce della salvezza, di un’altra vita, di un qualcosa di più stabile e sicuro, che deve però essere presa subito e senza tanti ripensamenti.
Perchè altrimenti, se si ritarda anche di poco, può rimanere solo una luce all’orizzonte che non potremo mai vedere da vicino.

Ancora il magico duo in una scena del film

Non essere cattivo è dunque una pellicola che mette la droga ed il mondo che la circonda al centro di tutto perchè ultimo palliativo per quei giovani che volevano viversi il divertimento fino all’ultima goccia prima di passare allo step successivo.
E’ l’immagine simbolo di quell’Italia che fino all ‘ultimo ha provato a fare la grande, spendendo e sprecando denaro a destra e sinistra, e che non voleva ancora assumersi la responsabilità dei giorni difficili che da li a poco sarebbero arrivati.
Quelli in cui non si poteva scherzare più.
La droga ha questo effetto.
Quello di togliere per un attimo i nostri pensieri negativi e di farci sembrare che tutto sia apposto.
Ma il risveglio il più delle volte è molto più tragico di quello da cui stavamo scappando.

Una pellicola forte, diretta, con pochi fronzoli e che va subito al sodo, aiutata inoltre dalla straordinaria prova attoriale di Luca Marinelli, perfetto nella sua interpretazione di Cesare, croce e delizia del duo di amici.
Un attore che sta dimostrando di essere ormai uno dei più rappresentativi del cinema italiano dei prossimi anni, eccellente nel trovarsi a suo agio nei panni dei personaggi più disparati.
Un film che anche se parla di un epoca ormai passata, preannuncia quello che oggi è all’ordine del giorno, presenta uno spauracchio che negli anni 90’ era sulla bocca di tutti e di cui oggi si è tornato a parlare poco o nulla (la droga, e quando non se ne parla, non è mai un bene).

Un film di un regista che ha raccolto molto meno rispetto a quello che meritava.
Pellicola che noi di JAMovie, consigliando caldamente la visione di questo film, vogliamo non dimenticare.
Perchè anche noi italiani, ancora, quando vogliamo, non siamo inferiori a nessuno.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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