Home recensioni horror Madre! di Darren Aronofsky: recensione e analisi

Madre! di Darren Aronofsky: recensione e analisi

Madre!

E’ arrivato nelle nostre sale cinematografiche italiane l’ultima fatica di Darren Aronofsky, ”Madre!”, opera controversa e spiazzante che si è beccata tanti fischi a fine proiezione della prima a Venezia 74.

Il pubblico italiano si sa, abituato a prodotti generalisti, non è pronto per botte simili, soprattutto se mostrate in modo così prorompente e diretto. Ad ogni film ultimato, Aronofsky ha sempre cambiato il proprio registro, regalando al pubblico stilemi registici differenti inclusi in generi piuttosto vari. Dopo il thriller indipendente in bianco e nero ”Il Teorema Del Delirio’‘, lo straziante dramma sulla droga ”Requiem For A Dream”, il fantastico ”The Fountain”, il dramma sportivo ‘‘The Wrestler” e il thriller psicologico ‘‘Il Cigno Nero’‘, con ‘‘Madre!” il regista sperimenta nuovamente sé stesso, sfociando a tratti nell’horror

Madre!
Jennifer Lawrence in Madre!

Lui (un grande e illogico Javier Bardem) è uno scrittore di successo. Lei (una bella, paranoica e perfetta Jennifer Lawrence, il fiore all’occhiello del film) è sua moglie. Lui aveva perso tutto ciò che aveva in un recente incendio e lei, per amor suo, ha deciso di sistemare l’intera casa distrutta dalle fiamme. Parete per parete, ogni centimetro della loro casa è curato e rivestito dalle accurate premure di lei. Una sera, in quel luogo isolato e immerso nella verde foresta, bussa alla porta un uomo anziano (un eccellente Ed Harris). Egli è un dottore e si è recato lì perché gli era stato detto che avrebbe potuto trovare una camera da affittare per la notte.

Lui fa restare l’uomo, che si rivela essere un grande ammiratore dei suoi noti romanzi. Le cose degenerano quando arriva la moglie dell’anziano, (una sfacciata e sexy Michelle Pfeiffer) e i loro due figli (Domhnall e Brian Gleeson). Lei, titubante, non ha nessuna voce in capitolo nelle decisioni. Non desiderando quegli ospiti inaspettati, tenterà con tutte le sue forze di proteggere la casa che sta ricostruendo con tanti sforzi.

Madre!
Jennifer Lawrence e Javier Bardem in Madre!

Crescendo disturbante di intensità, repressione, introspezione, sadismo e nichilismo, visionario come Luis Buñuel , controverso, claustrofobico e orrorifico come Roman Polanski e onirico e surreale come David Lynch. L’ultima grande e ambiziosa opera del regista è un pieno concentrato di stress e nevrosi assurdamente incisivo: l‘espressione della perdizione dell’essere umano. L’invasione nel film in realtà non è altro che la dimostrazione della presenza massima del caos e dello stato di  prigionia mentale.

Madre! è un’opera autoriale originale, qualcosa di mai visto prima, che va fuori dagli schemi. L’opera più ermetica e sfacciata di Aronofsky. La paranoia qui funge da protagonista e muore nel momento in cui subentra l’impotenza. Aronofsky con Madre! provoca lo spettatore, mette a nudo i loro peccati e le loro paure più occulte, osando con ogni mezzo a disposizione. Il regista sa ormai bene come mostrare le sfaccettature dell’essere umano e non ha paura di un rifiuto, allontanandosi dalle strutture prefisse di Hollywood e da ogni falso moralismo.

Madre!
Jennifer Lawrence e la sua interpretazione in Madre!

Madre!, costato 30 milioni di dollari, non essendo adatto per tutti i palati, non rientra nei canoni tradizionali del cinema americano ed è per questo che risulta essere un prodotto coraggioso. Seppur il suo sia un tentativo un po’ troppo forzato e frenetico di affascinare, stupire e schiaffeggiare lo spettatore che lo osserva, Madre! è, come dice lo stesso regista, come un ”giro sulle montagne russe”. La ventata ingombrante che ti calpesta quando meno te lo aspetti. 

Ispirato chiaramente a ”L’albero” di Shel Silverstein, che vedeva protagonista un bambino che faceva amicizia con un albero, ”Madre!” è, nel contenuto, un’evidente allegoria al rapporto tra l’uomo e Madre Natura. Madre Natura che è la creatrice originaria di ogni cosa, che dà e poi toglie, fa e distrugge. Ella/essa dona all’uomo tutto il suo amore per essere in cambio trascurata e maltrattata. Ciò che lei dona all’uomo, egli lo uccide ogni giorno, per poi scatenare la vendetta della stessa Madre Natura, vittima che si ribella alle atrocità subite dall’uomo. Si rende mai conto l’umanità di ciò che fa ogni giorno nei confronti della terra?

Madre!
La rappresentazione di Madre Natura.

Madre!”  è, quindi, una metafora di vita contorta e profonda, che sfocia in un delirio visionario. D’altra parte, l’opera idilliaca di Aronofsky è ispirata apertamente alla Bibbia, (filone religioso e storico già trattato da Darren nel kolossal ”Noah’‘). ”Madre!” è simbolicamente il mito della creazione in chiave ermetica e thriller e ciò ci rimanda all’estremo gioiello del weird ”Begotten” di E. Elias Merhige. La dimora è il giardino dell’Eden, che la protagonista, Jennifer Lawrence come Madre Natura, tenterà invano di proteggere proprio come fa una padrona con la sua casa. Javier Bardem come Dio, il loro feto come Gesù Cristo, Michelle Pfeiffer come Eva, Ed Harris come Adamo e i loro due figli Caino e Abele.

La folla inferocita protagonista dell’home invasion altro non sarebbero che i devoti cristiani seguaci e fanatici dopo l’uscita del nuovo libro del poeta immortale: la sacra bibbia. La pellicola è dotata di una fotografia fredda e asettica e possiede un ritmo inizialmente piatto, lento, il quale ci proietta dentro il film facendoci vivere la monotonia di una vita ordinaria di una moglie in casa (proprio come il long take iniziale di ”Una giornata particolare’‘ con Sophia Loren di Ettore Scola).

Madre!
Ed Harris e Michelle Pfeiffer in Madre!

Successivamente, nella seconda parte, il ritmo viene contaminato da colpi di scena pesanti, vicende frenetiche e confusionarie per poi arrivare allo strepitoso e filosofico twist ending. In poche parole, l’ultimo lavoro di Darren Aronofsky è da considerarsi un mero capolavoro, forse l’opera più drastica, versatile, varia, macabra e completa del regista. ”Madre!” è un crescendo di violenza psicologica e fisica con reazioni a catena, che vede nel suo epilogo la continuità dell‘infinito: la continua e cospicua rigenerazione.

Madre!”, infine, è una denuncia e una critica sociale su ciò che l’umanità commette di aberrante nei confronti della natura primordiale, colei stessa che si sacrifica ogni volta e che gli ha donato la vita, essendo ogni uomo figlio legittimo della grande terra.

VOTI FINALI
voto
Articolo precedenteMazinger Z – Duello Mortale: il corto made in Italy di Daniele Spadoni
Articolo successivoRoad to Blade Runner 2049 – in attesa spasmodica
Caroline Darko
Grande amante soprattutto dell'horror, sono una cinefila accanita sin dalla tenera età. Appassionata di film thriller, gialli e horror, di nicchia e non, sono cresciuta con tutti i film di Dario Argento e il mio regista preferito è David Lynch, per cui nutro una profonda venerazione. Per dimostrare il mio amore ossessivo verso il cinema (mia ragione di vita assieme alla musica e alla scrittura) sono redattrice di JAMovie e scrivo per altri quattro siti online, tra cui un mio blog personale. Prediligo l'horror perché credo sia il genere filmico più completo che esista e, ulteriormente, il thrilling (psicologico soprattutto) prevalentemente italiano. Apprezzo il cinema europeo e quello indipendente, non tralasciando l'americano e l'orientale (che trovo spettacolare). Non disprezzo nulla perché un buon cinefilo impara a guardare tutto, ma il weird è casa mia.