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Love, Death + Robots

love death robots

And War, ma forse sarebbe stato un titolo troppo lungo…

Per chi si chiede cosa aspettarsi da Love, Death + Robots, partiamo da chi c’è dietro il progetto.

Da una parte, Tim Miller, la dolce metà malata di mente dietro Deadpool; dall’altra David Fincher, regista di Seven, Fight Club, Alien3. Dovrebbe a questo punto venirvi il sospetto di aver a che fare con qualcosa di estremo… e avete ragione.

LD+R è una serie antologica da poco sbarcata su Netflix, una formula che ben sposa l’eterogeneità di stile di questi 18 corti; si va dall’animazione più ‘classica’ alla motion capture, il rotoscoping (ricordate A Scanner Darkly?); CGI e audaci mix delle precedenti.

Ne consegue una resa visiva molto varia, passando dal fotorealismo di Beyond the Aquila rift – un Matrix nello spazio – allo stile cartoonesco di Alternate histories.

Fish night

Forse chi è appassionato di videogames è ben allenato alla vista dell’attuale livello tecnologico; per gli altri, con alcuni titoli la mascella potrebbe cadervi a terra. Impossibile non rimanere colpiti, quasi disturbati da The Witness, ad oggi paragonabile solo al recente Spiderman, con tanta droga al posto del multi-verso Marvel.

A tale circo di effetti visivi non corrisponde un’ altrettanta varietà e complessità narrativa. Lucky 13 è ben realizzato ma privo di anima, mentre Blind spot e The Dump si dimenticano ben presto dopo la visione, fagocitati dal binge-watching. Fanno da contraltare piccole perle come Zima Blue, lo spassoso Three robots o il già citato Beyond..In altri casi, come Suits, l’animazione 3D meno vistosa sa essere d’effetto in quanto applicata in un contesto più adulto

insomma, un po’ come vedere Alien in salsa Pixar.

The Witness

La commistione di generi raggiunge risultati interessanti anche quando è l’horror a contaminare il contesto bellico, come in Shape-shifters.

Adulto è certo una caratteristica base dell’intero progettoe qui sarà la vostra sensibilità ed esperienza personale a giudicare in tal senso L,D+R.

L’intenzione dei produttori era senz’altro di proporre qualcosa capace di andare ‘oltre’, e mentre la presenza di tette fa tranquillamente testa a testa con opere del Sol Levante, anche col membro maschile non si scherza, battendo a mani basse l’Oriente di categoria non-Hentai

Non un male di per sè, ma come in ogni cosa della vita l’allenamento è tutto. La maggior parte del pubblico sarà, nel bene e nel male, avvezza agli ettolitri di sangue, budella, arti amputati sparsi tra i corti, mentre potrebbe restare a disagio o trovare gratuita l’ennesima tetta al vento scarsamente giustificata. Probabilmente, proprio in quanto non avvezza a tali contenuti se non su media…dedicati.

 

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Dr.Gabe
Direttore e Fondatore

Il lavoro e la vecchiaia incombono, ma da quando ho memoria mi spacco di film di fantascienza, dove viaggio di testa fino a perdermi, e salto in piedi sul divano per dei tizi che si menano o sparano alla gente come fossero birilli. Addolorato dalla piaga del PG­13, non ho più i nervi per gli horror: quelli li lascio al collega, io sono il vostro uomo per scifi, azione e film di pistolotti metacinema/mental/cose di finali tripli.