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Little Evil, quando diventi patrigno dell’Anticristo – la recensione

Gary, che ha appena sposato la donna dei suoi sogni Samantha, si rende conto che il suo figliastro di sei anni potrebbe essere l’Anticristo.

Uscito il primo Settembre su Netflix, “Little Evil” è una commedia horror che ha pochissimo di entrambi i generi. L’inizio sembra promettere bene, ma scena dopo scena le flebili risate diventano sorrisi portando all’indifferenza.

La sceneggiatura non diverte, non ha scene memorabili e il tutto si risolve nella classica favoletta americana della famiglia felice. Per carità, poteva essere anche interessante vedere un film sul tema patrigno/figliastro in chiave horror, ma “Little Evil” non sa veramente dove andare a parare.

…ma che bambino adorabile!

Il regista e sceneggiatore Eli Craig si diverte a citare grandi classici del genere come “Omen – Il presagio” e “Poltergeist”, ma non sorprende più di tanto. Prevedibili anche gli omaggi.

Il montaggio di Tia Nolan si rifà in certi punti alla Trilogia del Cornetto di Edgar Wright. Omaggio imbarazzante visto che viene fatto en passant e non è il caso scomodare grandi cult della vera commedia horror.

“Little Evil” comunque scorre e ha la fortuna di avere un buon cast composto dai bravi Adam Scott (visto recentemente in “Big Little Lies”), Evangeline Lilly nei ruoli principali e simpatici comprimari come Bridget Everett, Donald Faison, Chris D’Elia e Kyle Bornheimer che interpretano il gruppo di patrigni adorabilmente outsider. Se vi sembra di vedere a un certo punto una sempre ottima Sally Field… Beh… E’ lei anche se non viene riportata da IMDb. Buono il reparto tecnico!

Evangeline Lilly e Adam Scott

A conti fatti “Little Evil” è una commedia evitabile perfetta come sottofondo a qualche faccenda domestica. Non è bruttissimo, ma ben lontano dall’essere una commedia horror, o meglio, un film memorabile. Scialbo.

VOTI FINALI
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GianDrewe
Redattore e Co-fondatore

Attore, cantante lirico, insegnante e... cinefilo! Amo il cinema in ogni suo genere con un'adorazione particolare per il cinema europeo specialmente britannico, visto che sono un sostenitore della scuola inglese. Molto spesso dalla parte opposta dei blockbuster e sulla strada degli indie e del cinema d’autore non solo di oggi... Pochi effetti speciali e molte emozioni!