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La pelle che abito – Pedro Almadovar (2011)

Prima di uscire con la sua ultima commedia Gli amanti passeggeri ed il film drammatico Julieta Pedro Almodóvar  si è cimentato in un thriller psicologico davvero mozzafiato, La pelle che abito.


Il protagonista è l’esperto chirurgo plastico Robert Ledgard, che dopo la morte della moglie, rimasta coinvolta in un incendio dopo un incidente d’auto, ha cominciato a sperimentare una nuova tipologia di pelle, più resistente di quella umana, con la quale avrebbe anche potuto salvare la sua consorte.
Dopo anni e anni di lavoro trova finalmente la sua ricetta, ma ora, quello che serve, è una cavia, su cui il dottore, possa sperimentare senza scrupoli la sua invenzione.
Il luogo che farà da sfondo all’operazione è l’ inquietante villa El Cigarral, la complice di tutto ciò sarà la domestica Marilia, e per la cavia………beh, il buon Dr. Ledgard (un ottimo Antonio Banderas), avrà un’idea, tanto originale, quanto macabra.

Il dottore all’opera

Basato sul romanzo Tarantola (Mygale) di Thierry Jonquet, il film ci regala una storia ben elaborata in cui il colpo di scena è dei migliori.
Fondamentali per la riuscita del film, i ritorni di Antonio Banderas, che aveva già lavorato per il regista spagnolo in Legami e  Elena Anaya (protagonista già di Tutto su mia madre e Il fiore del mio segreto).

Per il film, nomination a Miglior Film straniero ai Golden Globe 2012 (vinse il premio Una separazione di Asghar Farhadi).

E lui chi è?


Curiosità: durante le riprese, i consulenti medici intervenuti hanno constatato la grande abilità di Banderas nell’avere mani da vero chirurgo!
Non fatevi scappare questo film, e la geniale trovata del Dottor Ledgard per arruolare…..la cavia!

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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