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La nave dolce – di Daniele Vicari (2012)

8 Agosto 1991. In una ordinaria giornata d’estate, la nave “Vlora”, proveniente da Cuba con un enorme carico di zucchero (ecco il “dolce” del titolo) viene presa d’assalto nel porto di Durazzo da migliaia di albanesi pronti a tentare la fortuna fuori dal loro paese in piena crisi, per approdare in porti più sicuri, come l’Italia.
Alcuni dei passeggeri a bordo (si parla di 20000 persone) sono anche armati e costringono il capitano a dirigere l’imbarcazione a Brindisi, ma il governo italiano decide di dirottarla a Bari. Il regista Daniele Vicari parte proprio da questo episodio per raccontarci, nel suo film\documentario “La nave dolce” l’odissea di queste persone alla ricerca disperata di un futuro migliore, dall’assalto alla nave nel porto albanese di Durazzo, all’arrivo in Italia nella mattina dell’8 Agosto, alla “reclusione” temporanea organizzata in fretta e furia dalle autorità italiane nello Stadio Della Vittoria, terminando con i rimpatri “farsa” ( i migranti che salivano sugli aerei erano convinti di essere portati a Roma, e non di essere rispediti nel loro paese natale).

01Numerose sono le testimonianze che si alternano alle dure immagini di quei giorni, come quella di Kledi Kadiu, (sedicenne all’epoca dei fatti e diventato poi famoso in Italia grazie alla partecipazione ad un programma di Maria De Filippi), del comandante della nave “Vlora” Halim Milaqi, e dell’ ispettore della Polizia di Stato Nicola Montano, che seguì tutte le operazioni relative all’arrivo nel porto di Bari della “Vlora” e il respingimento degli albanesi ed autore del libro “Ladri di stelle, storie di clandestini e altro”.
Forti sono le immagini che ci mostrano la disperazione di questi migranti, come quelle in cui molti di loro si  gettano dalla nave ancora prima che attraccasse, i cori “Italia Italia” in prossimità dell’arrivo, le scene tristi dei tanti malori e dei momenti di tensione delle migliaia di persone nei lunghissimi momenti di attesa nelle banchine del porto o dentro lo stadio, e ben chiaro è il senso di smarrimento iniziale delle autorità italiane e soprattutto della città di Bari nel gestire un evento che fu per il nostro paese un vero e proprio passaggio storico : l’Italia da paese di partenza, diventava un paese di arrivo.
Per chi meglio vuole comprendere il fenomeno dei flussi migratori che hanno interessato anche il nostro paese, questo lungometraggio è sicuramente da non perdere.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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