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Kiss Of The Damned: Recensione

Kiss Of The Damned” (Il bacio dei dannati) è un film horror romantico americano del 2012 diretto da Xan Cassavetes.

 

Djuna (Joséphine De La Baume) è una vampira di tanti secoli che vive in solitaria in una villetta borghese per vampiri della proprietaria Xenia (Anna Mouglalis) , anch’essa vampira, con la sua servitù (la quale non può essere morsa). Un giorno in una videoteca incontra Paolo (Milo Ventimiglia), uno sceneggiatore di film che subito adocchierà la ragazza. Corteggiandola, lei non riesce a fare a meno di cadere al colpo di fulmine. Inizialmente Djuna gli starà lontana per via della sua natura, per non fargli del male, ma successivamente rivelerà tutto al ragazzo, trasformandolo in un vampiro per suo volere. Tutto scorre a rose e fiori, fino a quando non arriva Mimì (una bellissima Roxane Mesquida), la sorella diabolica di Djuna che si nutre a differenza della sorella di umani, a scompigliare la tranquilla vita di tutti.

Djuna e Paolo.

Kiss Of The Damned” è il primo lungometraggio, dopo il corto ”Dust” e un documentario, di Alexandra Katherine Cassavetes, figlia del grande regista John. Pur essendo stata alle prime armi, la Cassavetes si è dimostrata posseditrice di talento. I vampiri della Cassavetes non sono reietti, non si nascondo dalla società, bensì ne sono parte, sono borghesi e camminano a testa alta tra gli altri. E’ una nuova maniera di vedere i vampiri, sempre visti come brutti, marci, oscuri e crudeli; qui li vediamo belli, romantici e controllati (a parte il personaggio ribelle di Mimì). Tra le varie tematiche, vediamo lo scontro-battle tra il vampiro malvagio e quello buono, colui che è incontrollato e si abbevera di sangue umano e quello che tenta di reprimersi e di non far del male, bevendo quello animale. Ma no, non siamo in Twilight. Xan Cassavetes dipinge questi nuovi vampiri anche in maniera macabra, li fa macchiare di sangue, cambiano aspetto e divengono selvaggi, poiché la loro natura è quella.

Djuna durante la trasformazione.

Cassavetes ci mostra anche la parte ”umana” del vampiro, quella che non vuole sentirsi sola per tutta l’esistenza, che ha la necessità di condividere la propria vita tormentata con qualcuno. Il film, pur essendo un horror, è prettamente ricco di tinte romantiche e possiede varie sfumature. ”Kiss Of The Damnedè passione sfrenata, è amore, è la repulsione del controllo, è tentazione, è trasgressione: è libertà. Il film ci mostra come l’amore batta ogni barriera, ma anche come ognuno di noi indossi una maschera per nascondere le debolezze; di conseguenza, siamo portati a fare del male soltanto per sentirci meglio, per non sentire il dolore proprio. Procuriamo dolore altrui per non sentirci soli. Da un lato abbiamo la stabilità, la regolarità di Djuna e la correttezza, dall’altro Mimì e il suo antagonismo, che la rendono principalmente non solo la carnefice, ma anche la stessa vittima, vittima della sua natura.

Kiss Of The Damned”, pur avendo una leggera pecca ovvero quella della mancanza sostanziale di trama, (il film si presenta un po’ vuoto su molti aspetti se non per i messaggi reali che vuole donare allo spettatore), si presenta come un prodotto originale e molto particolare. Cassavetes qui ha osato con il suo primo film alla regia e il risultato che ne è uscito è più che positivo. La fotografia è elegante,  intinta di colori forti, assecondata dalla colonna sonora di  Steven Hufsteter, magnetica e classica. Consigliato agli amanti dei film di genere e ai vampiri, i re eterni delle tenebre.

Roxane Mesquida è Mimì.

 

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Caroline Darko
Grande amante soprattutto dell'horror, sono una cinefila accanita sin dalla tenera età. Appassionata di film thriller, gialli e horror, di nicchia e non, ma anche di cinema d'autore. Prediligo l'horror e il thrilling prevalentemente italiano, ma apprezzo molto il cinema europeo e quello underground non tralasciando quello americano e orientale. Non disprezzo nulla, un buon cinefilo impara a guardare tutto, ma il weird... è casa mia.''