Home Speciale Interviste JAMovie, una T-Shirt e…….Irene Splendorini!

JAMovie, una T-Shirt e…….Irene Splendorini!

Oggi lo staff di JAMovie incontra un’altra giovane promessa del cinema italiano e protagonista in vari cortometraggi.
Stiamo parlando di Irene Splendorini, attrice di origini umbre che presto vedremo insieme a Liliana Fiorelli, Adele Piras e Gloria Radulescu nella web serie “Prime Donne” .

1) Domanda scontata forse ma non troppo: quando e come nasce la tua passione per il cinema? C’è stato un episodio in particolare, un attore/attrice, un film che ti hanno colpito? 

Ciao innanzitutto. Sai, non è affatto una domanda scontata, per me è una domanda molto complicata in realtà. Per quanto mi sia sforzata, non solo in questa occasione, ma anche in tante altre, non sono mai riuscita a richiamare alla memoria il momento preciso in cui è nata questa passione. E sono sicura che c’è un episodio decisivo. Devo solo aspettare che il ricordo si palesi da solo.

2) Dacci una breve descrizione di te, di come sei, e di quello che ti piace.

Questa se mi permetti è una domanda difficilissima. In questo momento sono molto libera di esprimermi, sono diretta, a volte toccando divertenti situazioni sfacciate. Sono scostante, divertente e molto malinconica. Mi piace provocare, senza dubbio.

 3) Hai conseguito il diploma al Centro sperimentale di cinematografia a Roma. Puoi dirci l’insegnamento più grande sia a livello tecnico che a livello umano che ti ha lasciato? E Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questo tuo stesso percorso? 

A chi vuole intraprendere una carriera artistica consiglio di avere un bel conto in banca. Se questa situazione non si presenta, perché la maggior parte delle volte non si presenta, auguro di avere dei genitori alle spalle che sostengano. Consiglierei tanta pazienza, e quest’ultima cosa è quella che mi è stata insegnata fin dal primo giorno al Centro sperimentale. Consiglio di non prendersi mai troppo sul serio e di coltivare più passioni allo stesso tempo senza mai ridursi solo ad innaffiarne una. Consiglio di non sottovalutare mai i rapporti umani. In questo campo è decisiva la rete di conoscenze.
Per finire lasciate stare tutte quelle pippe sulla fortuna. Come diceva Billy Zane nel film Titanic: un vero uomo la fortuna se la crea da solo. Il fortunato snob si salverà dal naufragio del Titanic ma si suiciderà in seguito perdendo ogni cosa.

4) Hai preso parte a cortometraggi, un film ( “Fragile” – 2011 ), e hai fatto anche parte di alcune Fiction che vedremo in Rai proprio in questo periodo. Quali sono state ( se ne hai riscontrate ) le differenze nel prendere parte a questi differenti prodotti ? 

Quando fai un film o un cortometraggio il rapporto che si stringe con il regista è a doppio senso e ogni momento è importante per far crescere il progetto contemporaneamente. Nella tv non si ha tempo nemmeno di presentarsi al regista, specialmente se si interpreta piccoli ruoli, come è successo finora a me.

5) Passiamo a “Prime Donne”. Come è nata l’idea di questa serie? Come hai conosciuto quelle che saranno con te le protagoniste di questa tua prossima esperienza? Quali sono le tue aspettative per questo progetto? 

L’idea della serie è di Liliana Fiorelli che ho avuto la fortuna di conoscere pochi mesi fa durante un festival. Gloria Radulescu la conoscevo poco mentre Adele Piras per niente.
Adesso siamo un gruppo molto affiatato e non vediamo l’ora di girare la prima stagione ad inizio del prossimo anno con il supporto di Eppela e Infinity. Ma non ci accontentiamo solo di questo. Prime Donne ha molte aspettative, vorremmo arrivare a possibilità distributive molto interessanti e considerata la nostra determinazione e il nostro affiatamento sono sicura che ce la faremo. L’importante per noi è dare voce alle donne più sole e lasciate un po’ ai margini. Non vogliamo interpretare solo donne da attrici e non escludiamo la possibilità di dare voce un giorno alle vere protagoniste delle nostre storie, donne coraggiose e fuori dagli schemi.

6) Con quale attore / regista ti piacerebbe lavorare nel mondo del cinema? E quale genere preferiresti per una futura interpretazione cinematografica?

Con questa domanda mi fai sognare. Vorrei lavorare con Lars Von Trier o con David Lynch. E al mio fianco vorrei Shia Labeouf. Che sia di genere drammatico o comico conta poco, l’importante è che sia una donna vera, spregiudicata e pericolosa. Una Lisbeth Salander per intenderci. Ma questo è solo un sogno. E allora sarò sempre la moglie di, la fidanzata di o l’amica di.

7) Una tua qualità nella recitazione di cui vai fiera e una in cui invece senti di doverti perfezionare. 

Riesco molto bene a controllare il corpo, credo per un mio passato da ginnasta. Devo migliorarmi sul controllo delle espressioni facciali e sulla concentrazione.

8) Come giudichi l’attuale situazione del cinema italiano? 

Credo che ci stiamo riprendendo, no? Siamo sulla buona strada. Stiamo cominciando a rischiare di più.

9) Parlaci di “She tourist“. Come è nata la tua passione per i viaggi? Che progetti hai per questa tua passione? Rimarrà solo una passione? 

Nell’ultimo anno sono partita più di dieci volte, ad un certo punto mi sono accorta che esistono persone che viaggiano o che fanno turismo per lavoro. Mi sono detta perché, innanzitutto, non rendere pubblico questo privilegio che ho di viaggiare? E’ iniziata proprio così. E perché no, spero possa diventare fonte di ispirazione per molti.

10) Cosa ti rende felice oggi? 

Partire e tornare. Non ci sarebbe felicità per me stare costantemente in viaggio. Ultimamente ho conosciuto diverse persone in viaggio da più di un anno e parlando con loro ho sperato di non ritrovarmi mai in quella situazione. Se viaggiassi per più di un mese avrei subito paura di scappare da qualcosa o da qualcuno. Il piacere di tornare a casa con mio marito e dalla mia famiglia non mi abbandonerà mai.
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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’