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JAM incontra : Paolo Pisoni, regista di Lazzaro

Oggi lo staff di JAMovie è lieta di fare due chiacchiere con il giovane regista e sceneggiatore Paolo Pisoni, autore di numerosi cortometraggi e documentari presentati in vari festival nazionali e che attualmente è in alcune sale italiane con il suo lungometraggio Lazzaro.

1) Domanda scontata forse ma non troppo: quando e come nasce la tua passione per il cinema? C’è stato un episodio in particolare, un attore/attrice, un film che ti hanno colpito?

A dieci anni ho visto su Telemontecarlo uno speciale sulla lavorazione del film L’impero del sole di S. Spielberg.
Il cinema mi è apparso come un gigantesco baraccone creato per far giocare il regista.
Ed era decisamente meglio che le macchinine ed i lego.

2) Una delle tue prime esperienze nel mondo del cinema ti ha visto come assistente volontario alla lavorazione del film Uno su due con Fabio Volo, diretto da E. Cappuccio.
Raccontaci un po’ di quell’esperienza.

Parliamo del 2006…  Sono letteralmente piombato nell’albergo dove alloggiava Cappuccio e tutta la troupe.
Erano davvero appena arrivati e con il traffico di persone che c’era non diedi troppo nell’occhio.
Mi presentai ad Eugenio dicendogli che avevo visto tutti i suoi film e che li avevo molto apprezzati.
Tanto è vero che  gli citai molte battute tratte da Il caricatore  e La vita è una sola.
Cercai di strappargli informazioni sulle location in cui avrebbe girato e il giorno dopo mi presentai sul set e Cappuccio, molto disponibile, mi invitò ad entrare.
Diventai la sua ombra per circa tre settimane, tutto il tempo della lavorazione del film a Genova.

Stavo seduto accanto a lui al monitor e cercavo di rubargli le malizie.
E mangiavo i biscotti che la segretaria di edizione metteva davanti alla nostra postazione.
Quasi sempre al monitor c’era anche Corticelli, il direttore della fotografia.
Mi fece un corso accelerato sugli obiettivi e su che resa hanno.
Dopo il set, ogni tanto andavamo in giro per Genova.
Eugenio mi spiegava l’importanza dei primi piani e dei dettagli, di come gestire gli ultimi minuti di pellicola che restano in macchina e di come il regista deve nutrire umanamente tutti i membri della troupe.

3) Com’è nata l’idea che ha portato alla creazione della Mastice Film?

Io e Marco Lauciello, l’altra parte della Mastice Film, ci siamo conosciuti nel 2002 grazie alla passione per il cinema.
Da vedere e da fare. Volevamo realizzare dei cortometraggi e abbiamo coinvolto altri amici e conoscenti che ne sapevano decisamente più di noi di produzione, fotografia e sceneggiatura. Il desiderio di realizzare qualcosa in ambito cinematografico è stato un po’ il collante che ha tenuto in piedi tutto e tutti.
E lo tiene tuttora.

4) Parliamo di Lazzaro. Raccontaci come è nata l’idea del lungometraggio da te diretto.
Qual è stato il compito più difficile che hai dovuto svolgere nel progetto?

Avevo nebulose idee su un personaggio che falsifica documenti per la malavita.
E per far ciò si appropria dell’identità di persone già defunte.
E nottetempo le fa sparire, tirandole letteralmente via dal loculo. Tu hai già visto il film e puoi renderti conto di come questa idea iniziale non sia  proprio quella che è finita in sceneggiatura.
Sono rimasti solo certi tratti legati alla malavita e all’atto di far sparire cadaveri.
A questo proposito l’aspetto più difficoltoso è stato senza dubbio scrivere la storia.
Io e Angelo Calvisi, lo sceneggiatore, avevamo idee stilistiche e narrative completamente diverse.
Spesso la discussione sfociava in lite.
Ma alla fine la sceneggiatura ha soddisfatto e galvanizzato entrambi.

5) Quali sono stati i tuoi criteri per la scelta del cast? Raccontaci un aneddoto simpatico avvenuto durante le riprese.

In un film sono importanti le facce. Il mio primo criterio di scelta è questo.
Alcuni attori li conoscevo già e non ho fatto altro che associarli ai personaggi scritti.
I volti che mi mancavano li ho cercati su internet, su facebook o mettendo degli annunci sui siti di casting.
Tommaso ed Elisa (i due protagonisti) li ho trovati in questo modo.
Gli attori erano gli unici che venivano sfamati.
Un pacchetto di grissini a testa e poi pronti a girare.

6) Lazzaro è attualmente in programmazione in alcune sale cinematografiche.
Cosa hai provato nel vedere proiettato in un cinema un film diretto da te?

Ero più emozionato dal fatto di poter condividere quel momento con gli attori principali e con alcuni amici piuttosto che di vedere il mio film al cinema.

Paolo Pisoni

7) C’è un regista a cui ti ispiri e che ha influenzato molto le tue scelte di regia? 

Gli autori giganteschi non mi sento nemmeno degno di nominarli.
Se parliamo di una dimensione più terrena di registi cito Argento e Soavi che sono stati la mia prima vera infatuazione giovanile. Discorso a parte per Pietro Germi che ritengo una figura imprescindibile del cinema italiano.

8) Quali sono i progetti di Paolo Pisoni e della Mastice Film nel prossimo futuro?

Dopo le proiezioni a Genova, la mia città, Lazzaro arriverà in qualche altro piccolo cinema del nord.
Non avendo distribuzione devo personalmente proporre il mio film a quante più sale possibili.
Fondamentale in questa operazione è anche il passaparola di chi lo ha già visto.
Spero di riuscire a proiettarlo un po’ dappertutto.
Seppure ho già pronte un paio di sceneggiature e qualche altra idea mi sembra prematuro parlare di un nuovo film.

9) Cosa vuoi suggerire ad un ragazzo/a che oggi vuole cimentarsi come regista nel mondo del cinema indipendente?

Parlo da spettatore che non di rado vede film indipendenti fatti con pochi soldi.
Ed in molti di questi film vedo le medesime carenze di ritmo e composizione.
Il montaggio e lo spazio della scena dovrebbero essere argomenti ben più studiati ed approfonditi anche dagli stessi registi.
E poi assolutamente guardatevi Dorme di Eros Puglielli.

10) Con quale regista e artista (attore/attrice) ti piacerebbe lavorare un giorno?

Ci sono un sacco di registi e attori o attrici che mi piacerebbe conoscere di persona.
Moretti, Refn, Clint Eastwood, Garrone, Denzel Washington, Kim Rossi Stuart, Sam Raimi, Kate Winslet… potrei non fermarmi più.

11) Come giudichi la situazione attuale del cinema italiano?

Oggi vanno di più le mini serie, le serie web, gli youtubers ed i perfetti sconosciuti.
Il cinema è un altra cosa.

E per chiudere in bellezza, un bel regalino dall’ultimo Festival di Cannes:

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’