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Io sto con la sposa – di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (2014)

“Io sto con la sposa” è un film documentario realizzato con la tecnica del crowfounding (in cui sono stati raccolti più di 100000 euro in poco tempo) dal regista Alessandro Agugliaro, con la collaborazione di Gabriele del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry. Il lungometraggio, a metà tra una favola a sfondo sociale ed un road movie racconta di un viaggio, il viaggio di alcuni immigrati siriani che da Milano cercano di raggiungere la loro destinazione ultima, la Svezia, paese europeo in cui potrebbero finalmente ottenere lo status di rifugiati politici. Di solito un percorso del genere viene fatto con l’aiuto “illegale” dei contrabbandieri, che però sfruttano i loro trasportati facendosi pagare ingenti cifre e lasciandoli magari al di la delle Alpi, dando ai poveri fuggiaschi la falsa notizia di essere già arrivati in Svezia. Il giornalista Gabriele del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry hanno così un piano “alternativo” : grazie all’ aiuto di una loro amica palestinese che finge di vestirsi da sposa, e di altri italiani e non, organizzano il viaggio Milano – Stoccolma fingendo di essere un corteo nuziale. Una bella trovata si, perchè chi bloccherebbe nelle varie dogane di Francia, Germania, Lussemburgo e Danimarca, una giovane coppia di sposi ed i loro amici?

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E così con l’aiuto congiunto di amici italiani, palestinesi, e siriani, nel film viene raccontato il lungo viaggio di oltre 3000 km fatto tra il 14 ed il 18 Novembre del 2013 da questo gruppo di persone alla ricerca di libertà, di pace, di un lavoro, di una vita normale, quella che nel loro paese natale sconvolto dalla guerra civile, non potrebbero mai trovare.
E’ un gran bel documentario quello di Agugliaro, perchè con leggerezza, e con pacati livelli di tensione, il regista rende comunque chiara la situazione difficile di questi immigrati, i loro sogni, i loro ricordi, non sempre belli ma legati agli episodi della guerra civile siriana, mostrandoci anche però momenti di gioia e di grande forza di volontà di questo gruppo che non avendo più nulla da perdere è disposto a tentare il tutto per tutto, per garantire a sè stesso , e soprattutto alle generazioni che verranno , un futuro migliore. Molto significativo ed importante è anche il messaggio lanciato da del Grande stesso e dagli altri aiutanti del gruppo di clandestini, che pur sapendo di rischiare grosso nel commettere un qualcosa di comunque illegale, rimangono focalizzati al 100% nel raggiungimento dell’obiettivo, spinti più dal seguire il loro pensiero morale, che le leggi di qualsiasi stato.

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Molto toccanti durante il film alcune citazioni e frasi dei protagonisti (come il pensiero della ragazza palestinese sul quanto ci si senta veramente vivi solo quando si è molto vicini alla morte).
Ne viene fuori insomma un bel prodotto, un road movie in cui tra un casello ed un altro, tra la paura di essere fermati alla dogana e la gioia nell’oltrepassarla poi senza problemi, ascoltiamo e ci lasciamo coinvolgere dalle storie di vita dei vari protagonisti, riflettendo sull’ attuale tema dell’immigrazione, e di come il nostro paese e la Comunità Europea, si devono e si dovrebbero comportare di fronte a questo scottante e delicato fenomeno.
Il film è stato presentato in anteprima fuori concorso nella sezione “Orizzonti” della 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 4 settembre 2014.

MOLTO ATTUALE

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’