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Intervista all’attrice Maria Laura Moraci!

Buongiorno Maria Laura! Jamovie è un sito di cinema seguitissimo dagli amanti dei film del terrore. Quindi la domanda è d’obbligo: quali sono i tuoi horror preferiti? Hai mai partecipato a degli horror?!

Buongiorno a te e a tutti i lettori di Jamovie! Beh, senza dubbio: “L’esorcista”, “Shining”, “Misery non deve morire”, “The ring”, “Nosferatu il vampiro”, “Non aprite quella porta”, “La casa del diavolo”, “La casa”, “Il seme della follia”, “Saw – l’enigmista”, “Profondo rosso” e altri. Comunque sì, ho partecipato in due horror.  “Come in cielo, così in terra”, di Francesco Erba e Nicola Visotto, in cui facevo un’infermiera che viene sgozzata.

E “Go Home – A casa loro” di Luna Gualano, e scritto da Emiliano Rubbi. Il film è un horror allegorico, uno zombie movie, in cui facevo uno zombie. Ecco la trama: “A Roma, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro d’accoglienza, si scatena un’apocalisse zombie: solo l’interno del centro sembra essere sicuro e gli ospiti faranno di tutto per restare in vita. Enrico, un ragazzo di estrema destra, si mette al riparo all’interno del centro, mentendo sulla sua identità. L’unico luogo sicuro è quel centro d’accoglienza che lui non voleva, mentre fuori i morti camminano sulla terra.”

Grazie a quali film e in che periodo della tua vita ti è nata e poi è anche aumentata la passione per il cinema?

La passione per il cinema nasce sin da piccolissima. Immagina solo che quando uscì “Il re leone” avevo poco più di 6 mesi e i miei mi portarono a vederlo con mio fratello e mia sorella! Stessa cosa quando uscì “Titanic”, avevo solo 4 di anni. Chiaramente non ho ricordi di nessuno dei due momenti, ma questo per dire che grazie in particolare a mio padre, mi è stato trasmesso fin da piccolissima un grande amore per il cinema, e di tutti i generi! Poi ovviamente, anni dopo, comprata la cassetta, sia de “Il re leone” che di “Titanic”, li ho visti con mia sorella più di 13 volte ciascuno. Ad ogni modo, il primo film di cui ho un ricordo limpido al cinema è “Big Fish” di Tim Burton. Avevo 9 anni e rimasi estasiata. Non me lo dimenticherò mai!

Poi ricordo che, quando ero alle scuole elementari, mio padre mise Sky a casa. Da quel momento vedo minimo tre film al giorno. Tuttora è così, ma si sono aggiunte molte serie tv che mi divoro a ritmi pazzeschi. Comunque tornando al discorso del cinema, ricordo che andavo ogni sabato con le mie migliori amiche in sala. Dal 2005 al 2011 raccolsi addirittura ogni biglietto in un album di foto, che ho ancora, dove li mettevo per collezionarli e per ricordo, scrivendo dietro con chi avevo visto ogni film. Nel 2011 ho smesso, avrei dovuto raccogliere troppi album di foto sennò.

Comunque, in conclusione, gli altri film grazie ai quali è nata la mia passione per il cinema sono anche: “Nuovo cinema paradiso”, “I cento passi”, “Into the wild”, “Across the universe”, “V per Vendetta”, “Jules e Jim”, “Harold e Maude”, “Il grande dittatore”, “La vita è bella”, “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Sette anime”, “Donnie Darko”, “Se mi lasci ti cancello”, “The Truman show”, “Control”, “Quando l’amore brucia l’anima”, “Wild”, “500 giorni insieme”, “Ragazze interrotte”, “Io non ho paura”, “Come dio comanda”, “Il portiere di notte”, “Scarpette rosse”, “A time for dancing”, “Save the last dance”, “La siciliana ribelle”, “La migliore offerta” e molti altri. Tutti visti alle medie e i primi anni del liceo, che hanno contribuito a rendermi la persona che sono, caratterialmente e ideologicamente.

Il cinema non è la tua unica passione. Ci puoi parlare delle tue attività nel judo, nella danza e nel teatro?

Sì, certo. Allora, andiamo per ordine: ho iniziato a 5 anni judo e a 6 la danza moderna e contemporanea. E dopo un po’ di anni, a praticarli entrambi a livello agonistico. Ho fatto il liceo classico e proprio a scuola, in quinto ginnasio, ho iniziato per la prima volta in assoluto a 15 anni, a studiare recitazione con un corso di teatro fatto dal 2009 al 2011 con Melania Fiore e in seguito un corso di recitazione più cinematografica a Trastevere con Luciano Miele dal 2011 al 2012. A loro due sarò per sempre legata e grata, non solo perché lei, la prima maestra donna, e lui, il primo maestro uomo a insegnarmi quest’arte, ma perché sono stati anche maestri di vita. Ciò li rende tuttora per me due preziosi esempi, due modelli da seguire, per sempre.

La mia formazione come attrice è iniziata così, per poi proseguire con numerosi stage, masterclass, laboratori e workshop che durano tuttora e dureranno sempre, perché credo non si smetta mai di imparare, crescere e migliorarsi. Finito il liceo classico, ho fatto un anno tutti i giorni i corsi professionali presso “TeatroAzione” e due anni presso “StudioCinema” alla Fonoroma, dove poi mi sono diplomata. Ora sono al secondo anno alla “YD’Actors”, la scuola di Yvonne D’Abbraccio, dove ho vinto una borsa di studio. Altre passioni che ho sono la psicologia, la filosofia e la fotografia.

Tu scrivi anche vero!? Hai vinto anche diversi premi…

Sì, poesie e sceneggiature. Scrivo poesie dalla quinta elementare e nel 2012 sono arrivata sesta con una sua poesia alla IV Edizione del Premio Leoncini, concorso letterario nazionale dal titolo:“Si sta come d’autunno… Lavoro precario, vita precaria. C’è un futuro senza diritti?” Poi ora ho scritto un corto contro la violenza e l’uccisione delle donne: “Mani”. E’ un corto di denuncia, di condanna di gesti violenti di un uomo nei confronti di una donna.

Ma è anche un corto diverso dalle solite storie, in quanto i due protagonisti non sono stereotipati, non sono personaggi ma persone, esseri umani, ognuno con i suoi pregi e coi suoi difetti. L’uomo non è solo il cattivo e la donna non è la solita “semplice” vittima che subisce. Stiamo facendo la raccolta crowdfunding su un sito: è una vera produzione dal basso per un corto necessario che coinvolge ed è per l’intera collettività. Si può donare quanto si vuole, anche solo 5 euro! Ecco il link:

https://www.produzionidalbasso.com/project/mani-per-un-mondo-migliore-hands-for-a-better-world-solo-5-euro-per-fare-la-differenza-only-5-euros-are-enough-to-make-a-difference/

Il testo di un monologo estratto da “Mani” è stato selezionato al concorso letterario Salvatore Quasimodo di Bergamo dove è arrivato quarto. Un altro testo tratto dalla sceneggiatura è stato selezionato al Premio Galtellì che si svolge in Sardegna, ed è tra i primi tre finalisti.

Tornando al cinema, parliamo subito della tua partecipazione ad un importante progetto, un mediometraggio del grande Pupi Avati, “Un viaggio di cento anni”…

L’esperienza con Pupi Avati è stata un sogno. Mi ha scelto lui in persona dopo avermi vista ad una masterclass dove ci insegnava e all’interno della quale avevo fatto sei scene diverse. Il mediometraggio è andato in onda su Rai1 a maggio 2015, ed è stato davvero emozionante interpretare quella scena, perché ambientata negli anni ’40. E come mi disse lui stesso, doveva essere molto simile a quella di Anna Magnani in “Roma città” aperta di Rossellini. Per me è stato un onore provare ad esser all’altezza. Il ruolo era quello di una donna straziata dal dolore, per l’ingiustizia subita, l’esser allontanata dal suo amato uomo, destinato ai campi di sterminio nazisti solo perché ebreo.

La scena la vede alla sua ricerca disperata all’interno di un vagone, nel momento in cui sta per esser deportato, fino a momento in cui lo trova e cerca in tutti i modi di salire e andare con lui, tirarlo giù e scappare, ma con le due SS che la tirano le è impossibile, e allora si dimena con forza urlando piena di angoscia, liberandosi per pochi attimi dai due uomini per dare l’ultimo saluto, l’ultimo bacio e abbraccio di addio, prima di essere allontanata per l’ennesima e definitiva volta. Per me è stata un’emozione forte e intensa, immedesimarmi completamente in quella situazione, cercando di raccontare con veridicità, il dramma di quegli anni e dell’Olocausto, che non si deve assolutamente dimenticare.

Sei stata l’unica protagonista femminile in un importante progetto, “Strade da amare” un corto sulla sicurezza stradale promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti…

Esatto! La regia del corto è dei Fratelli Borruto, e dura 27 minuti. Si chiama “Strade da Amare: la scelta giusta” ed è il primo social movie sulla sicurezza stradale. Ha vinto tantissimi premi nel 2016 e nel 2017. Alla Mostra del Cinema di Venezia, il Premio Sociale allo Starlight Cinema Award, con una menzione speciale; al Social World Film Festival di Vico Equense, il Premio Miglior Cortometraggio nella sezione Focus; all’ Italian Movie Award di Pompei, il Premio Vitruviano di Leonardo da Vinci, per il Miglior Progetto Sociale. E’ stato poi selezionato e proiettato anche al Napoli Film Festival, all’Omovies Festival di Napoli, al Giffoni Film Festival, al Film Festival di Los Angeles, e al Global Road Safety Film Festival, al Palazzo delle Nazioni a Ginevra (Svizzera).

Quali sono i tuoi generi cinematografici e i tuoi registi preferiti? E i tuoi cult preferiti?

Mi piacciono un po’ tutti i generi. Se un film è fatto bene è fatto bene, non c’è niente da fare. Però sicuramente come generi preferisco il cinema d’autore, i thriller e i gialli, tutti grazie a mio padre, che mi ha trasmesso questa passione. I registi che preferisco sono: Hitchcock, Kubrick, Scorsese, Tarantino, Tim Burton, Woody Allen, Charlie Chaplin, Truffaut, Godard, De Sica, Monicelli, Visconti, Antonioni, Rossellini, Pasolini, Bertolucci. Riguardo ai cult direi: “Il padrino”, “Apocalypse now”, “Pulp fiction”, “Fight club”, “Il cavaliere oscuro”, “Taxi Driver”, “Casablanca”, “Ritorno al futuro”, “A qualcuno piace caldo”, “Arancia meccanica”, “I 400 colpi”, “Schindler’s list”, “8½”, “La dolce vita”, “Io e Annie”.

Ma anche: “Edward mani di forbice”, “Harry ti presento Sally”, “American beauty”, “La finestra sul cortile”, “Seven”, “Il gladiatore”, “L’odio”, “Memento”, “School of rock”, “Ladri di biciclette”, “La vita è meravigliosa”, “Moulin Rouge!”, “The departed – Il bene e il male”, “Romeo + Giulietta”, “Léon”, “Festen – festa in famiglia, “Il castello errante di Howl”, “Forrest Gump”, “Vacanze romane”, “The Blues Brothers”, “Scarface”, “Amore e guerra”, “The Prestige”, “Trainspotting”, “Kill Bill volume 1”, “Il settimo sigillo”, “La città incantata”, “Good morning Vietnam”, “Risvegli”, “Mulholland drive”, “Jerry Maguire”, “Will Hunting – genio ribelle”, “American psycho”, “Essere John Malkovich”, “Alta fedeltà”, “Juno”, “Il corvo”, “Gioventù bruciata”, “Prova a prendermi”, “Birdman”, “Whiplash” e molti altri.

Hai fatto anche la regia di un corto documentario che ha vinto diversi premi. Raccontaci!

Sì, mi sono permessa di farlo perché era un corto documentario, e conoscevo bene la storia e ho sentito la necessità di raccontarla. Ma se fosse stato un corto di finzione, o un documentario ma lungometraggio, non sarei mai stata all’altezza e non mi sarei mai permessa di farlo. Rispetto molto il lavoro della regia e non ci si può certo improvvisare.

Il mio corto, “AMR. Storia di un riscatto”, racconta la storia di un giovane immigrato che non si è mai rassegnato, che da vittima di un capo sfruttatore è diventato padrone de propri sogni e della propria vita, riconquistando la propria dignità e i propri diritti attraverso una presa di coscienza. E’ stato selezionato in cinque festival italiani e in cinque all’estero; e ha vinto il premio Miglior corto documentario all’Accolade Global Film Competition della California, al The Impact DOCS Awards e al Malta Film Festival.

Ti potremmo vedere a breve in altri lavori? Progetti in cantiere?

Uscirà a breve “Youtopia”, un lungometraggio di Berardo Carboni, con A.Haber e D.Finocchiaro. Una storia davvero molto particolare e originale. Inoltre presto uscirà in tv sulla Rai un docufilm, “Il sole è buio” di Giuseppe Papasso. Tratta della violenza sui minori, e in cui le musiche originali sono di Ennio Morricone. Per me tutto questo è davvero entusiasmante ed emozionante. Sono molto felice! Sto facendo diversi provini questo periodo.

Poi continuo a lavorare sempre come ballerina di danza moderna e contemporanea per il violoncellista Fabio Cavaggion e spero di fare anche esibizioni fuori Lazio e l’Italia. Ecco, i miei progetti futuri sono questi: continuare così, lottando sempre per ciò in cui credo. Fare in eterno teatro, cinema, tv e danza. Per ora dal 2013 ci riesco, speriamo continui sempre così. Incrociamo le dita! “Sono fiero del mio sognare…di questo eterno mio incespicare” (cit. F.Guccini).

Grazie Maria Laura per averci dedicato il tuo tempo e in bocca al lupo per il tuo futuro di attrice e di artista. Grazie e alla prossima.

Grazie a te e a tutti i lettori! E’ stato un vero piacere! Luuuuuuuunga vita al lupo!!! E come direbbe Baudelaire:“Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi”

https://www.facebook.com/maria.laura.moraci.11/?fref=ts 

http://www.toplayagency.it/scheda-artista.php?id_attore=18

https://www.produzionidalbasso.com/project/mani-per-un-mondo-migliore-hands-for-a-better-world-solo-5-euro-per-fare-la-differenza-only-5-euros-are-enough-to-make-a-difference/

https://www.facebook.com/amrstoriadiunriscattocortodocumentario/

 

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Redattore

Cinefilo incallito fin dalla tenera eta', collezionista di film e organizzatore di eventi di cinema e musica. ha organizzato 4 edizioni della "splatter holocaust night", festival di musica metal e corti horror; decine di concerti rock, punk e metal. Appassionato soprattutto di horror estremo, ma anche di film d'autore europei e della buona fantascienza; ha un debole per gli spaghetti western.