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“Il segreto di Caino” di Luca Guerini

IL SEGRETO DI CAINO di Luca Guerini 

Un assassino uccide una serie di ragazzi nel sottobosco della prostituzione maschile. Un poliziotto ed il fratello gemello di una delle vittime cercheranno di scoprire la verità. Intanto però le morti violente non sembrano cessare…

Mediometraggio di Luca Guerini, qui alla sua prima prova per il cinema: in realtà è un regista teatrale dalla robusta esperienza, ed il fondatore della compagnia teatrale indipendente SKENEXODIA. Precedentemente aveva lavorato per 2 anni in tv con Gigi Marzullo, per il programma IL CINEMATOGRAFO. Dopo la visione de IL SEGRETO DI CAINO mi sento di dire che l’unico merito chiaro ed evidente di questo mediometraggio è stato il coraggio nel parlare di una tematica della quale il cinema italiano si è occupato pochissimo: la prostituzione maschile.

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Nel caso de IL SEGRETO DI CAINO si tratta di prostituzione di giovani ragazzi che “esercitano” volontariamente per potersi comprare le scarpe da ginnastica di marca, o il nuovo cellulare, e via dicendo. Un tipo di prostituzione figlia dei tempi: fatta, più che per portarsi a casa la pagnotta, per essere alla moda. Una tematica, ripeto, poco battuta dai registi sia odierni che del passato. E devo dire che le scene di intimità tra  i “ragazzi di vita” e i loro clienti non sono girate male da Guerini , anzi. Gli attori, in linea di massima, non scadono nel macchiettistico o nel trash involontario. IL SEGRETO DI CAINO crolla miseramente invece nelle sequenze degli omicidi: talmente girate male e prive di effetti speciali dignitosi da risultare ridicole. Ma i problemi del film non finiscono qui: ad un certo punto un’attrice guarda in camera!!! Fatto apposta? Segno distintivo del regista? Errore? Non lo so, ma in ogni caso non si deve fare.

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Altra sequenza che rasenta il trash è quella dell’auto: i rumori del motore coprono i dialoghi dei due attori dentro l’abitacolo. Mah. Se a tutto ciò si aggiungono alcuni dialoghi non proprio eccelsi e un finale quantomeno discutibile, la frittata è fatta e finita. Un vero peccato, perché l’argomento era interessante, e alcune idee non male, come ad esempio l’inquadratura fissa sul volto di uno dei ragazzi nei primi minuti del film. IL SEGRETO DI CAINO ai miei occhi risulta un’occasione mancata, ma non una totale bocciatura. Si poteva fare di meglio, soprattutto dal punto di vista tecnico (anche se questa critica va “mitigata” dalla solita situazione “da budget zero”).

Voto: 5.

 

 

 

 

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Redattore

Cinefilo incallito fin dalla tenera eta', collezionista di film e organizzatore di eventi di cinema e musica. ha organizzato 4 edizioni della "splatter holocaust night", festival di musica metal e corti horror; decine di concerti rock, punk e metal. Appassionato soprattutto di horror estremo, ma anche di film d'autore europei e della buona fantascienza; ha un debole per gli spaghetti western.