Home Rubriche Horror Il massacro di Jonestown : “The Sacrament” – (2013)

Il massacro di Jonestown : “The Sacrament” – (2013)

Dopo aver toppato alla grande con l’episodio da lui diretto nell’ antologia della morte “V/H/S” e aver svolto un compitino da sufficienza striminzita con il corto “M is for Miscarriage” in “The ABC’s of death” , il regista Ti West ci dimostra ancora una volta di essere forse più portato per pellicole dal lungo minutaggio che per quelle più brevi che ha prodotto in queste due antologie del genere horror.
L’ultimo suo lavoro si intitola “The sacrament”, e già analizzando il fatto a cui è ispirato, ha la giusta dose di tensione ed angoscia che una pellicola horror deve avere.
Senza dire la trama, visto che la storia è quasi completamente ispirata ad un fatto realmente accaduto, mi limiterò solamente ad accennare il fatto in questione.
Abbiamo una comunità, fatta di persone, di credenti, di gente che credeva nel lontano 1979 che un mondo alternativo a quello capitalistico degli States fosse possibile, un mondo fatto di lavoro nei campi, condivisione dei beni, aiuto reciproco. Questo mondo nel 1979 trovò il suo esempio più eclatante nella giungla della Guyana, dove un grande numero di persone (furono quasi mille), vollero ricreare una comunità autosufficiente guidati dal loro mentore spirituale : Jim Jones. Stiamo parlando di quella che venne chiamata Jonestown.

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Il santone del film.

Quello che accadde fu una delle pagine più inquietanti e tristi della storia non solo degli Stati uniti ma del mondo intero.
Dando per assodato che il film racconta quello che successe in quei maledetti giorni di Novembre 1979 dobbiamo fare delle considerazioni per giudicare il lavoro di West.
La tecnica usata dal regista è quella del mockumentary, riprese effettuate da videocamere in dotazione ai giornalisti inviati nella Guyana per capire qual’era la situazione nella comunità del “Tempio del popolo”, descritta da molti come il paradiso, e vista da molti altri come una prigione senza alcuna via di fuga. La tecnica di ripresa tende ad aiutare la pellicola a generare quella sensazione che lo spettatore ha quando insieme ai giornalisti di VICE si arriva nella comunità : bello bello bello, ma c’è qualcosa che non mi convince. Siamo sicuri che tutti sono felici e che questo è il Paradiso?
Non mancano poi alcuni elementi classici del genere horror, come improvvise apparizioni notturne (quelle della piccola Savannah ricordano molto Samara di “The ring”).
L’ambientazione ricrea in pieno l’atmosfera ambigua che c’era all’ interno della comunità / setta del “Tempio del popolo” e una menzione va sicuramente data all’ attore che interpreta il guru, il padre padrone di Jonestown , Jim Jones, interpretato neanche a farlo apposta da un’attore quasi suo omonimo (Jene Jones), che seppur non incutendo un particolare terrore o angoscia dal punto di vista fisico (poteva essere scelto un altro al suo posto), dal punto di vista dei gesti e delle parole, ci fa ben capire il modo malsano e visionario di pensare del predicatore Jim Jones.

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E quello vero.

Per il resto possiamo dire che i fatti narrati nel film e la location ben rispondono a quella che fu la vera Jonestown.
Quello che manca forse però è il giusto mordente, e per questo spendo qualche parola.
Il film mi ha un po’ impressionato e coinvolto perchè a monte c’era una promessa molto molto fondamentale : conoscevo già da vari documentari la storia di Jonestown e del suo mentore.
Il dubbio che la visione del film ha instaurato in me è che questo coinvolgimento e la giusta dose di tensione che il film dovrebbe dare scenda non di poco per qualcuno che si appresta a vedere la pellicola senza conoscere nulla della setta e della storia del “Tempio del popolo”.
Nonostante questo comunque il mio pensiero si sente di suggerire a tutti la visione di questo film, e magari anche di visionare il documentario su questa storia triste e macabra, che nei giorni del lontano Novembre 1979, riempì le pagine dei giornali e delle televisioni di tutta l’America.

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Tanto per darvi un’ idea di cos’è stato.

Senza conoscere la storia il film perde un po’, ma dopo gli ultimi disastri, West ha fatto un nuovo passo avanti.

NON TI FERMARE.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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