Home Rubriche Outsider Holy Motors – di Leos Carax (2012)

Holy Motors – di Leos Carax (2012)

Fare un buon film è una cosa che a molti bravi registi dovrebbe riuscire senza grosse difficoltà. Fare però un grande film, che è allo stesso tempo una lezione di cinema e l’esaltazione delle doti di un attore non è certamente una delle cose più semplici da realizzare. Non se ti chiami però Leos Carax, e se hai un attore a disposizione del calibro di Denis Lavant.

02
Andate oltre l’aspetto fisico, questo è un signor attore

Perchè quando il duo si trova a lavorare insieme, (e questo spesso è capitato) a venir fuori non è un buon film, ma semplicemente un capolavoro. Cinema nel cinema è l’ultimo lavoro di Carax, tornato a dirigere un lungometraggio dopo la sua ultima opera, “Pola X”, datata 1999. La trama è semplice : una giornata tipo di Monsieur Oscar (Lavant), che ha un lavoro del tutto particolare : a bordo della sua limousine, viaggia per la città di Parigi travestendosi per interpretare diversi personaggi (un barbone, una vecchietta, un assassino, un tecnico della motion caputre). Durante uno dei suoi appuntamenti incontra anche Eva Grace (Kylie Minogue) sua collega ma anche vecchia amante.
Basterebbe solo l’interpretazione, o meglio le svariate interpretazioni di Lavant per affermare che “Holy Motors” è forse il miglior prodotto di Carax, ma non è solo per questo che il film merita una menzione particolare.
Il film è pieno di citazioni, i registi che ci tornano in mente sono molti, da Truffault a Lynch, da Bertolucci a Welles, ma lo stile è 100% Carax. I personaggi di Lavant meriterebbero un Oscar a testa. Lui che è un attore, nel film non fa altro che questo, recita nei panni di diversi personaggi e situazioni, inserendosi perfettamente in esse, vi rimane per poco ma svolge in maniera più che egregia il suo lavoro, facendo passare tra un personaggio e l’altro un possibile messaggio di Carax contro il mondo odierno, in cui l’apparire conta molto di più dell’essere.

03
Giochi di luci ed ombre. Sempre Carax

Le due ore di film mai annoiano, la pellicola tra un episodio e l’altro si reinventa e si rianima di continuo, alternandosi a scene più soft ed altre che chiamarle surreali è davvero poco (quella iniziale del regista che passa dal suo letto alla sala cinematografica è una di queste, per non parlare di quella dei draghi in CGI che fanno l’amore).
Un inno al cinema dunque questo lavoro di Carax, certamente la sua opera più colta e più riuscita.

Un lavoro assolutamente imperdibile per tutti gli amanti del cinema.

CHAPEAU

 

Articolo precedenteIl racconto dei racconti – Tale of Tales
Articolo successivoForza Maggiore – di Ruben Östlund
Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’