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The Damned – di Víctor García (2013)

Nella vita c’è un detto che risulterà un po’ scurrile ai più ma che ha un valore forte e risulta molto molto diretto: a farsi i cazzi propri si campa 100 anni. I vari detti che conosciamo non sempre hanno la resa del 100% ma hanno sempre e comunque quel marcato fondo di verità. Questo sostanzialmente è il tema centrale di una pellicola che rimarrà nelle menti degli amanti dell’horror per il detto prima citato, e per le forme mozzafiato di una delle attrici che prendono parte a questo “The Damned” (anche conosciuto come “Gallows Hill”), diretto dal regista spagnolo Víctor García e prodotto dal duo Richard D’Ovidio / David Higgins. Due sono principalmente i motivi per cui il tema del film è questa sacrosanta citazione di “farsi i cazzi propri”.
Uno è strettamente legato alla trama : un gruppo di persone, guidate da David Reynolds ( Peter Facinelli ), ha un incidente d’auto, e trova successivamente rifugio nel non molto confortante e dismesso hotel presieduto dal misterioso Felipe. Insieme a David ci sono la sua figlia Jill ( Nathalia Ramos ), la compagna Lauren ( Sophia Myles ) e due colleghi di Jill, il suo fidanzato Ramon ( Sebastian Martínez ) ed una delle poche cose azzeccate della pellicola , ovvero l’ultima componente del gruppo : Gina ( una Carolina Guerra da paura ).

01 the Damned
Aiutato con qualche riserva da Felipe, il gruppo ben presto scopre nella cantina dell’hotel una non meglio definita nascondiglio in cui viene tenuta rinchiusa una bambina, Ana Maria. I ragazzi la liberano, e subito nutrono dei forti dubbi su chi sia veramente Felipe. Ma qui appunto ci viene in aiuto quello a cui accennavamo poc anzi : farsi i cazzi propri. Si, perchè la liberazione della piccola, avrà delle conseguenze inaspettate. Il secondo motivo per cui il popolar detto calza a pennello con una pellicola così, è sempre legato alla liberazione della piccola, che se da un lato diventerà ben presto un problema per David & Company, lo è da subito anche per gli spettatori, che grazie a quell’espediente si troveranno davanti una pellicola che non riuscirà di certo a scaldare i loro interessi per il genere horror. Molti sotto temi della pellicola vengono introdotti e poi lasciati morire senza un preciso motivo o non hanno durante la storia l’importanza che meritano, come la gelosia testosteronica che David ha per il fidanzato della figlia, Ramon ( cui fa contraltare quella tra Jill e la compagna di suo padre ). non s’intuisce bene chi sia un vero protagonista perchè le interpretazioni degli attori non essendo di grande livello non ci fanno entrare in empatia con nessuno dei personaggi, nemmeno con quella che potrebbe essere la vera mattatrice della pellicola, la piccola Ana Maria. Finale che lascia veramente a desiderare con un buonismo gratuito che più buonismo non si può, e tema della maledizione / possessione che non ha il giusto mordente per dare al film quel qualcosa in più.

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La cosa che forse più ci rimane è una parte dell’interpretazione della Guerra, ma non certo per le sue doti d’attrice, ma tanto per quelle seduttive / fisiche che Madre Natura le ha gentilmente messo a disposizione.
Un film che parte molto lentamente e che troppo veloce poi si dipana per arrivare ad un finale troppo frettoloso e senza grande pathos. Il minutaggio non è eccessivo, in quanto la pellicola sfiora senza raggiungerla l’ora e mezza, ma per quello che questo film ha da mostrare, anche 86 minuti sono davvero troppi.
Delusione che personalmente è stata più grande del dovuto perchè dopo aver visto una bella pellicola iberica quale “Musaranas”, avendo visto la nazionalità spagnola del regista, mi aspettavo almeno almeno un prodotto sufficiente, ma così non è effettivamente stato.
Nemmeno Facinelli, che come giovane padre è già una sicurezza ( è stato genitore anche di una certa Bella di “Twilight” ) riesce a dare quel qualcosa in più. Gli horror che hanno di mezzo case / hotel sinistri, bambini che sono tutto tranne che docili e gentili, maledizioni che colpiscono i protagonisti, possono e devono fare molto molto di più di questo per tenerci incollati anche un minimo alla visione.
E comunque……fatevi sempre una padellata di cazzi vostri, è meglio per tutti. 

 

BOCCIATO

 

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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