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Farmaci assassini: “Sangue nero” di Massimo Lops

Un’azienda farmaceutica incarica il gestore della palestra di free-climbing del carcere cittadino di reclutare 5 ragazzi, attualmente detenuti. A loro verrà proposto di testare un nuovo integratore, capace di sostituire il cibo in caso di emergenza. Verranno quindi inviati in montagna, senza viveri per 5 giorni. Alla fine del “percorso”, sarà concessa loro la libertà, e una somma di denaro utile per reintrodursi in società. Ma saranno perseguitati da un feroce assassino, e la catena di delitti, sarà interrotta troppo tardi…

“Sangue nero” è un lungometraggio indipendente datato 2014, prodotto da “Fabbrica F.i.l.m.” e diretto da Massimo Lops. Il genere al quale appartiene questa pellicola è decisamente lo slasher. Genere che viene rispettato fino in fondo, con tutti i topoi del caso. In alcune sequenze ricorda da vicinissimo i mitici slasher americani di serie C degli anni 80, provocando un fortissimo effetto-nostalgia per quel periodo cinematografico.

Gli omicidi sono fantasiosi ed efferati, e non deluderanno i fans dello splatter. La bella fotografia, livida e sgranata, aumenta il senso di claustrofobia e di pericolo che incombe sulle vittime. “Sangue nero”, nonostante sia stato girato tra le splendide montagne dell’Appennino Abruzzese, comunica in modo egregio un fortissimo “disagio claustrofobico” nel quale la natura, ostile come non mai, sembra alleata all’assassino. Sembra quasi guidare la mano del carnefice. Purtroppo il film non vive solo di ottime sequenze splatter, di un’atmosfera malsana azzeccatissima e di una solida regia, ma anche di macroscopici difetti. In primis il cast, veramente pessimo.

Gli attori sono tutti alla prima esperienza, va detto, ma con la loro recitazione costantemente sopra le righe rischiano di vanificare l’intera operazione. La stessa identica osservazione si può fare per i dialoghi, sciatti e “tirati via” molto oltre il livello di guardia. La dimensione trash dei dialoghi e del cast paradossalmente rende ancora più interessante il film (almeno per chi scrive). “Sangue nero” non si prefigura come il solito noioso slasher, ma un guilty pleasure per ragazzacci amanti dei weird-movies e della serie C più sbarazzina. Chi scrive ha goduto tantissimo nell’assistere a dialoghi deliranti ed un secondo dopo vedere teste decapitate e sgozzamenti vari. Non so quanto sia volontaria la weirdness della quale è intriso l’intero film, ma a suo modo funziona, e funziona alla grande! Chi scrive spera e prega che di “Sangue nero” ci sia un secondo capitolo, ancora più splatter, trash e bizzarro del primo.

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Redattore

Cinefilo incallito fin dalla tenera eta', collezionista di film e organizzatore di eventi di cinema e musica. ha organizzato 4 edizioni della "splatter holocaust night", festival di musica metal e corti horror; decine di concerti rock, punk e metal. Appassionato soprattutto di horror estremo, ma anche di film d'autore europei e della buona fantascienza; ha un debole per gli spaghetti western.