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Exam (2008)

Il numero otto non è uno di quei numeri dal significato particolare.
Il tre è un numero fondamentale per la religione cristiana, il sette lo è per quella ebraica.
Il tredici e il diciassette sono quei numeri che fanno parte della scaramanzia mondiale.
Ma l’otto è nuovo a tutto questo.
Eppure in alcuni film è un numero che cominciamo a trovare sempre più spesso, come per esempio era già successo nella famosa serie tv Otto sotto un tetto o nel film horror Would you rather (2012).

Otto sono anche i protagonisti, o meglio, i candidati del film Exam, datato 2009 e diretto da Stuart Hazeldine, al suo esordio alla regia.


Un thriller passato sotto traccia ma che forse merita molto di più di altre pellicole di genere che hanno invece avuto più attenzione per il maggior budget a disposizione.
Ma tanti soldi non sono sempre garanzia di ottimi film.

Ed Exam ne è l’esempio.
Una singola stanza, dialoghi ridotti all’osso, ambientazione minimalista.
Tutto molto semplice, molto chiaro, così come la trama.
Otto candidati che si ritrovano all’interno di una stanza che più spoglia non si può.
Per un esame appunto, che porterà il vincitore ad ottenere un prestigioso posto di lavoro.


Regole semplici e chiare.

Non imbrattare il proprio foglio, non abbandonare l’aula, e non rivolgere domande alla guardia.
Ottanta minuti di tempo per terminare la prova.
Si comincia quindi, ma……il foglio di ogni candidato è completamente bianco.
Serve una risposta, ma come fare se non si sa la domanda?

L’esame ha inizio

Da qui inizia un’escalation di dubbi, interrogativi, ipotesi, che porterà il gruppo prima a cercare di capire come poter eseguire e terminare il test, e poi a chiedersi se ci sia qualcosa di più grande dietro questo semplice esame.
Nonostante le premesse facciano pensare ad un film molto statico e tendente alla noia, il miracolo che il regista Hazeldine compie è proprio quello di riuscire a coinvolgere lo spettatore quasi fosse il nono partecipante al test, in un gioco d’intelligenza, astuzia e inventiva a cui sono già sottoposti gli otto partecipanti della pellicola.
Le regole iniziali sono ben chiare, sono poche, e non possono assolutamente essere trasgredite.
Ma è proprio sul non detto che si dipanano le azioni dei vari protagonisti, su quello che non è stato vietato.
E che quindi, potrebbe essere fatto……..

Così come i candidati, lo spettatore deve, per tutta la durata della pellicola, (la stessa del test, il film è n tempo reale), pensare.
E quindi non può annoiarsi, è costretto ad agire, pur stando semplicemente incollato davanti allo schermo.
I pensieri, le ipotesi, le supposizioni, crescono con l’avanzare dei minuti.
Il puzzle va definendosi ma la questione diventa sempre più complessa col passare dei minuti, e tutto questo non può essere certamente sinonimo di noia per la pellicola di Hazeldine.


Alcune verità vengono a galla durante la visione, cose che davamo per certe cambiano, il finale è l’ottima conclusione della pellicola, che nonostante qualche piccolo buco di sceneggiatura rimane comunque sopra la sufficienza e non di poco.
Il tema della competizione e del cinismo di scontrano con quello della razionalità e dell’obiettività che di fronte ad un qualcosa di sconosciuto cerca di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle per poter giungere alla soluzione.

Per sapere quale delle due linee di pensiero vincerà la sfida vi lasciamo alla visione del film.
Tra gli attori segnaliamo la presenza di Pollyanna McIntosh, Jimi Mistry, Luke Mably e Adar Beck.
La pellicola è stata candidata ai BAFTA 2010 come miglior opera prima ma non è riuscita purtroppo ad ottenere il premio che invece è andato a Duncan Jones per il film Moon.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’