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Star Wars Episodio VII – Il risveglio della Forza

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Dalle ceneri dell’Impero sconfitto emerge il Primo Ordine, guidato dal leader supremo Snoke… Sono queste le premesse di Star Wars Episodio VII- Il risveglio della Forza, promettente apripista di una nuova trilogia. 

“A long time ago, in a Galaxy far far away…”

Partiamo da una leggera digressione, da una contestualizzazione forse un po’ ambiziosa nel suo volere essere estremamente riassuntiva e allo stesso tempo esaustiva, ma necessaria. La prima trilogia di Star Wars fu, a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, una vera e propria rivoluzione.
Segnò un’intera generazione di giovani e meno giovani, non solo per il visionario coraggio di George Lucas, non solo perché cose simili non erano mai state realizzate e pertanto pionieristiche nel loro stesso essere, indipendentemente dai risultati (che furono invece stupefacenti, sia in termini di incassi che di fama per chi vi partecipò), ma anche per i suoi contenuti filosofici, quasi iniziatici alla riflessione che, a ben pensarci, lato chiaro e lato oscuro della forza non sono poi concetti così distanti dal nostro mondo.

Dunque il primo tassello era già stato posato, il vaso di Pandora dell’enorme universo di Star Wars appena sollevato. E su questo solco Lucas volle, alla fine degli anni Novanta, porre le basi per una nuova trilogia, quella che avrebbe narrato come si era arrivati ai fatti di Una nuova speranza.

Dare luce ai punti oscuri, fornire un background spiegato e solido a quel suo figlio primogenito, così che tutti potessero condividere, ma soprattutto capire, la storia della caduta del prescelto. Ma erano già arrivati gli anni Duemila, i mezzi a disposizione estremamente superiori rispetto a ciò che aveva permesso la realizzazione dell’universo fratturato dalla lotta tra Alleanza Ribelle e Impero, così la nuova trilogia divenne qualcosa di visivamente fortissimo e incredibile ma forse (e paradossalmente, aggiungerei) scevra di quella magia che aveva circondato i primi film. Più debole di ciò che era ormai un mito. Anzi, IL MITO.

Su queste premesse si colloca, pertanto, l’arrivo di Episodio VII Il Risveglio della Forza: con un fardello gravoso da trascinarsi dietro, appesantito non poco dalla cessione della Lucasfilm alla Disney e dal passaggio di consegne di Lucas stesso il quale, benché con certi limiti, era comunque Padre e Creatore.
Sarebbe riuscito quindi Episodio VII a tornare a quella magia che aveva caratterizzato lo Star Wars degli inizi, là dove invece avevano fallito i nuovi episodi? Sarebbe riuscito JJ Abrams (sceneggiatore di Lost e Fringe, regista di Star Trek e Super 8), salito a bordo del progetto, a non deludere le aspettative dei milioni di fan che lo attendevano al varco? La risposta ad entrambe le domande, dopo la visione de Episodio VII, è: SI.

jamovie-star-wars-Episodio VII-JJ-Lucas-Ford-001Perché Abrams ha capito, semplicemente, che le idee migliori erano già in casa, senza dover andare a cercare nulla di sensazionale al di fuori del prodigioso mondo partorito da Lucas.

Quasi con un timore reverenziale, quello che potrebbe avere un fan che ha l’opportunità di avere tra le mani il “giocattolo” della sua vita, Abrams rispolvera l’ossatura di Una nuova speranza e costruisce un nuovo episodio della saga quasi perfetto, con pochissime sbavature, regalandoci un’eroina cazzuta dal passato misterioso (una bravissima Daisy Ridley, che si va ad aggiungere al numero di donne cazzute che hanno popolato la saga di Star Wars), uno Stormtrooper pentito che si unisce alla Ribellione (John Boyega) e un talentuoso pilota di X-Wing (Oscar Isaac), padrone del piccolo e adorabile robottino BB-8. Insieme a questo trio ben amalgamato fanno ritorno i vecchi e fondamentali protagonisti di Star Wars, ovvero Han Solo / Harrison Ford, Leia Organa /Carrie Fisher e Luke Skywalker / Mark Hamill.

La bravura di Abrams sta tutta nel non voler strafare nelle scelte di sceneggiatura; nel fornire le giuste informazioni e nasconderne allo stesso tempo altre, lasciando la voglia di scoprire e capire cosa è accaduto negli anni che, dopo la battaglia di Endor (leggasi Il ritorno dello Jedi), credevamo fossero solo costellati di pace e prosperità.

Una nota a parte merita il cattivo di turno, il sith Kylo Ren (un ottimo Adam Driver): un personaggio pieno di dubbi, dilaniato da una lotta interna quasi anomala per gli adepti del lato Oscuro, eccezion fatta per il Villain d’eccellenza di Star Wars Darth Vader.

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E proprio questo strano parallelismo tra i due far pensare (o sperare? Il confine è molto breve) ad un percorso simile, a una parabola di perdita e redenzione per questo personaggio protagonista di due colpi di scena inattesi e anche, a mio avviso, abbastanza coraggiosi.

Chiudendo il cerchio di quanto detto, e di quanto premesso, Episodio VII – Il risveglio della Forza pone di nuovo l’essenza di Star Wars al centro del film, rievocando la bellezza della prima trilogia senza deludere le altissime aspettative, benché sia limitato dalla sua mera funzione di apripista. Di finestra su un mondo su cui ci siamo, nuovamente, appena affacciati. Ma che ha ancora tantissimo da dire.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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