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Eden Lake

Steve (Michael Fassbender) e Jenny (Kelly Reilly) sono una coppia che decide di passare un weekend in un tranquillo lago circondato da bosco. La loro vacanza viene interrotta da un gruppo di ragazzi che prima li insultano e poi gli rubano la macchina. Quando Steve decide di affrontarli la situazione non fa altro che peggiorare.

Il film è del 2008 e segna il debutto alla regia di James Watkins, che ha firmato anche la sceneggiatura (precedentemente ha sceneggiato ‘My Little Eye’). Il regista nel 2012 ci ha regalato il valido “The Woman in Black” con Daniel Radcliffe.

Tra “Un tranquillo weekend di paura” e “L’ultima casa a sinistra” il regista e sceneggiatore mette in scena una caccia al topo carica di tensione.
Una boccata d’aria fresca per il cinema horror contemporaneo!
La storia è semplice, ma molto realistica arrivando anche a criticare la gioventù di oggi con annessi genitori: la violenza spesso parte da dentro le mura di casa, quindi come possiamo lamentarci dei giovani se già loro sono cresciuti in ambienti ostili?
Registicamente molto valido, si parte come una commedia romantica e si vira nello slasher senza scendere nella violenza gratuita. Il film è splatter, ma quasi non si nota il sangue visto che è la situazione a inquietare. La vera violenza è quella psicologica.
Watkins porta lo spettatore ad accumulare tensione, angoscia e il più debole di cuore sarà tentato a spegnere il televisore. Per una volta si riesce a empatizzare con i personaggi, grazie a un disegno molto realistico e poco romanzato: Steve e Jenny sono due persone comuni che vogliono fare semplicemente un comune weekend d’amore. La situazione precipita perché l’uomo si ribella ai ragazzini. Se lui avesse continuato ad amoreggiare con la sua ragazza senza far caso al baccano provocato dagli adolescenti, forse la storia avrebbe avuto un risvolto meno macabro. “Eden Lake” risulta un film riuscito al 100% soprattutto grazie alle interpretazioni dei protagonisti, su tutti Kelly Reilly. L’attrice inglese, vista negli scorsi anni come fidanzata di Jude Law/ Watson nei due “Sherlock Holmes” e in “Flight” di Zemeckis, dovrebbe avere più ruoli da protagonista. Intensa, mai sopra le righe con un gran carisma, sembra che provi veramente il dolore inflitto. La sua Jenny è il personaggio che vediamo cambiare: passa da maestra educata e inerme a cacciatrice dopo che le viene toccato chi più ama.

Michael Fassbender dimostra di essere stato sempre un grande attore ancor prima dei successi cinematografici: il suo Steve reagisce da maschio, vuole difendere la sua donna la quale vuole sposare, un personaggio molto forte. Ogni taglio che gli viene inflitto sembra arrivare fino alla nostra pelle.
La gang di ragazzini veramente è inquietante: ci viene presentato uno spaccato della società di oggi, forse agli estremi, ma che purtroppo esiste! L’adolescente che si ribella, che vuole sentirsi grande, uomo, prima del dovuto e che sembra non avere più regole. Ci viene presentato anche il ragazzino reietto del gruppo che è disposto a diventare un criminale pur di essere considerato. Un aspetto su cui dobbiamo riflettere!
La cosa geniale, e giusta a mio avviso, è che alla fine dei giochi non si sceglie di dare la colpa al giovane, ma ai genitori. Qui non svelo oltre, visto che non voglio rovinare nulla!

Concludendo “Eden Lake” è un ottimo survival horror, il migliore uscito negli ultimi anni, inspiegabilmente inedito in Italia.
Sembra collocarsi subito dopo i grandi capolavori e cult del genere usciti negli anni ’70 come i sopra citati “Un tranquillo weekend di paura” e “L’ultima casa a sinistra”, dimostrando di non avere niente di meno rispetto a loro. Watkins è un regista horror su cui punto visto questo piccolo capolavoro del genere e il bellissimo “The Woman in Black”. Il vero horror non è morto! Vedete “Eden Lake” per crederci!

VOTI FINALI
voto
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GianDrewe
Redattore e Co-fondatore

Attore, cantante lirico, insegnante e... cinefilo! Amo il cinema in ogni suo genere con un'adorazione particolare per il cinema europeo specialmente britannico, visto che sono un sostenitore della scuola inglese. Molto spesso dalla parte opposta dei blockbuster e sulla strada degli indie e del cinema d’autore non solo di oggi... Pochi effetti speciali e molte emozioni!