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The Conjuring: Il Caso Enfield – la recensione

Dopo aver già diretto il primo episodio della serie “The Conjuring” in cui abbiamo conosciuto più da vicino i coniugi Lorraine ed Ed Warren, James Wan torna con un nuovo caso per i due ricercatori del paranormale, che questa volta ha sede in Inghilterra e non negli States. Siamo nel piccolo borgo londinese di Enfield, dove la famiglia Hodgson composta da mamma Peggy (Frances O’Connor), dalle figlie Janet (Madison Wolfe) e Margaret (Lauren Esposito) e dai piccoli Johnny (Patrick McAuley) e Billy (Benjamin Haigh) comincia ad avvertire un qualcosa di strano che sta accadendo nella loro casa scoprendo ben presto che questa “Entità” maligna ha preso di mira la povera Janet. Dopo l’interessamento delle autorità locali vengono finalmente interpellati gli Warren che dapprima sono molto restii ad occuparsi di altri casi come questo (soprattutto Lorraine), tuttavia accettano di ingannare meglio sugli strani eventi che infestano casa Hodgson, scoprendo dopo parecchie manifestazioni, la presenza di un forte spirito maligno.

03 WarrenSequel atipico questo “The Conjuring – Il caso Enfiled” in quanto non ha forti legami con il film precedente se non i due coniugi Warren e la loro ennesima lotta contro presenze demoniache.
Più improntato sulla spettacolarità rispetto al primo film che invece era sembrato più classico e lineare, la pellicola di Wan ricorda in alcune scene altri film del passato che hanno avuto a che fare con presenze demoniache / paranormali , come “Entity” (1981) e la famosa saga “Amytiville” ( la cui storia viene brevemente ripresa all’inizio della pellicola).
Rispetto al primo film abbiamo una trama come già accennato meno lineare, che come difettuccio ha quello di prendersi qualche momento morto di troppo, specialmente nella prima parte in cui la tensione ed il livello di intrattenimento stentano a decollare.
Così come in “L’evocazione” i coniugi Warren sono toccati anche personalmente dal contesto in cui si trovano a svolgere la loro attività, e come nel primo episodio dovranno vedersela con un macabro spirito maligno la cui identità sarà meglio mostrata in un nuovo film ( il personaggio in questione non ve lo sveliamo ma si intuisce subito ) così come nel caso dello spin off di “L’evocazione” che aveva al centro della sua storia il personaggio di “Annabelle”. L’azione si svolge per la quasi totalità degli eventi all’interno della casa della famiglia Hodgson, basandosi come indica l’incipit del film ad eventi realmente accaduti.

02 Warren
Trascurate la carta da parati, della suorina sentiremo presto parlare.

Più lento e spettacolare rispetto al primo, elementi negativo il primo, più positivo il secondo, la pellicola può comunque considerarsi un buon film se lo si vede come un sequel, nonostante sia comunque quasi completamente slegato rispetto a “L’evocazione”, meno azzeccato e riuscito se lo prendiamo come film a sè stante, che pur cambiando l’ambientazione ( si passa dalle desolate fattorie americane alla Londra anni 70, quella delle rivolte e degli scioperi ) non riesce a convogliare tutta quella tensione e angoscia che il film del 2013 aveva suscitato. Resta il fatto comunque che alcune scelte siano state azzeccate, le scene da “salto sulla sedia” ci sono, Wilson e la Farmiga fanno il loro, la O’Connor anche, la piccola Madison Wolfe offre una buona interpretazione, ma il tono generale forse rimane leggermente sotto quello che sarebbe dovuto essere. Bene si, ma si poteva osare di più, magari eliminando qualche momento di stanca di troppo.
Nel cast è presente come parapsicologa tedesca anche Franka Potente, la spietata Eleanor Nacht di “The Bridge” .

VOTI FINALI
voto
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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’