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Blue Jasmine

Negli ultimi tempi, il cinema di Woody Allen è diventato un cinema per molti aspetti tragico, nell’aspetto più ampio del termine e la Jasmine del titolo (interpretata in maniera sensazionale da una Cate Blanchett vincitrice dell’Oscar) ne è la più viva dimostrazione.

Ma andiamo per ordine; chi è questa donna che in apertura vediamo scendere dal volo NY-San Francisco, stordita e logorroica per colpa di alcol e psicofarmaci? Fin dalle prime sequenze Allen sembra dirci tutto l’essenziale. Jasmine vive di apparenze, viene dall’alta società newyorkese, ha un’esistenza votata al lusso una casa bellissima e un marito immensamente ricco, squalo della finanza che poi si è rivelato un imbroglione (oltre che adultero seriale) ed è finito in galera. All’improvviso, dal giorno alla notte, Jasmine ha perso tutto. Dopo un forte esaurimento nervoso, arriva sola e spaesata a San Francisco a chiedere aiuto alla sorella povera….

Cate Blanchett in Woody Allen's Blue Jasmine

Jasmine appartiene alla grande famiglia alleniana (composta appunto per lo più da donne) dei personaggi inquieti, nevrotici, disturbati. Così su due piedi penso “all’allegra sciroccata” Diane Keaton o alla dubbiosa e immensamente fragile Mia Farrow ma nessuna, era stata come la Jasmine di Cate Blanchett una donna in uno stato mentale precario, che manca di una visione oggettiva delle cose, menzognera, sgradevole, insopportabile e chi più ne ha più ne metta.

Insomma Blue Jasmine è si lontano dai capolavori a cui ci aveva abituato nel passato ma è sicuramente uno delle migliore opere del Woody Allen più maturo, un film di gran classe e eleganza.

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Zeno
Redattore e Co-fondatore

Cresciuto a massicce dosi di cinema, fin da giovane età veniva costretto dal padre a maratone e maratone di Spaghetti-Western. Leggenda narra che la prima frase di senso compiuto che uscì dalla sua bocca fu: “Ehi, Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima……” Con il passare del tempo si è evoluto a quello che è oggi: un cinefilo onnivoro appassionato di cinema in ogni sua forma che sia d’intrattenimento, d’autore o l’indie più estremo. Conteso da “Empire”, “The Hollywood Reporter”, “Rolling Stone”, ha scelto Jamovie perché, semplicemente, il migliore tra tutti.